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Politica e Sanità

29 Agosto 2019

Apparecchiature sanitarie in farmacia, dalla Regione Emilia-Romagna precisazioni e direttive


Apparecchiature sanitarie in farmacia, la Regione Emilia Romagna diffonde una nota con specifiche e direttive per un utilizzo appropriato e sicuro

Marcatura Ce e certificazione di conformità, utilizzo nel rispetto delle indicazioni fornite con la scheda tecnica, posizionamento e impiego compatibili con la farmacia, ma anche direttive per i servizi di autocontrollo e telemetria. Queste le precisazioni per l'utilizzo delle apparecchiature sanitarie in farmacia emanate dalla Regione Emilia Romagna e riprese da Filodiretto di Federfarma.
Le indicazioni «seguono un percorso di dialogo messo in piedi tra Federfarma Emilia- Romagna e la Regione in seguito ad alcuni problemi nati dall'esecuzione di autoanalisi piuttosto che di telemedicina previste dalla legge», spiega il presidente di Federfarma regionale Achille Gallina Toschi.
In primo luogo, si sottolinea come i servizi di autocontrollo possano essere offerti anche con il supporto di un operatore appositamente formato, per garantire un utilizzo corretto dell'apparecchiatura, sebbene la presenza di tale operatore nei locali della farmacia non li configuri come ambulatorio medico.
Secondariamente, i servizi in telemetria devono seguire le linee nazionali di indirizzo in materia di telemedicina sviluppate nell'ambito dell'intesa fra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano 820 febbraio 2014). Ancora una volta, la presenza di questi servizi non configura i locali come ambulatorio medico. Ogni servizio, precisa la nota, dovrà essere erogato nel rispetto della normativa a tutela dei dati personali del cliente; il titolare o il direttore sono responsabili dell'applicazione delle indicazioni fornite dal fabbricante dei dispositivi sanitari in materia di installazione, utilizzo e manutenzione.
«La circolare chiarisce definitivamente i margini con cui fare la farmacia dei servizi e ciò è stato possibile anche grazie all'appoggio della Federfarma nazionale in questo percorso di dialogo con la Regione Emilia Romagna», commenta Gallina Toschi.

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