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Politica e Sanità

30 Agosto 2019

Crisi di governo, la strada del Conte bis. Chi al ministero della Salute?


Crisi di governo, partito il toto-nomi per i ministeri. In lizza Giulia Grillo per la riconferma

Sarà ancora Giulia Grillo il ministro della Salute del prossimo governo? È solo uno degli interrogativi che attraversano questi frenetici giorni di agosto, che hanno visto manifestarsi una crisi repentina e inaspettata e successive, rapidissime trattative, finalizzate a una possibile nuova maggioranza, quella tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Di certo, al momento, c'è il fatto che Giuseppe Conte ha accettato l'incarico conferitogli dal presidente della Repubblica per formare, presumibilmente in tempi brevi (viste le scadenze che attendono il Paese), il nuovo esecutivo. E intanto è partito il toto-nomi per le poltrone da ministro.
Come Farmacista33 ha ricordato nei giorni scorsi Grillo ha, con alcuni post su Facebook, rivendicato i risultati conseguiti nei quattordici mesi al vertice del Ministero di Lungotevere Ripa ed elencato le riforme invece rimaste a metà strada a causa della rottura del contratto di governo provocata da Salvini. Un modo per sottolineare la bontà del lavoro svolto e, forse, per accreditarsi come persona più adatta a proseguirlo. È presto per dire se sarà così ma non ci meraviglierebbe se Grillo fosse confermata nel suo incarico in un eventuale Conte bis.
Cosa si può dire del ministero Grillo? Senza dare giudizi di merito sui provvedimenti varati o in itinere va detto che la battaglia sulla necessità di una nuova governance da lei condotta - con il sostegno del dg Aifa Luca Li Bassi - è andata in una direzione non proprio graditissima ad alcune controparti del mondo del farmaco.
La convention di Farmindustria del luglio scorso è stata la prima occasione di incontro pubblico tra la coppia Grillo-Li Bassi e i vertici della farmaceutica nazionale, settore produttivo che può vantare la leadership in Europa. Dal dibattito sono emerse non poche diversità di vedute, una su tutte la convinzione di ministro e direttore generale che da una revisione del Prontuario possano scaturire notevolissimi risparmi per le casse pubbliche. Convinzione per nulla condivisa dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. Perplessità, nelle rappresentanze di categoria dei farmacisti, anche sull'ipotesi di sperimentare la distribuzione di farmaci sfusi avanzata da Li Bassi.
Detto per inciso, è tornato a parlare di tagli ingenti al Prontuario farmaceutico, con un articolo su Corriere Salute, Silvio Garattini, che nei mesi scorsi non ha mancato di mostrarsi al fianco - anche fisicamente, in alcuni eventi pubblici - del ministro Grillo.
Le opinioni del noto farmacologo non sono nuove e sulle pagine della testata milanese egli ha avuto modo di sintetizzarle: il Prontuario aspetta di essere rivisto da venticinque anni e, in ogni caso, sarebbe adatto alle necessità della sanità pubblica anche con il 40% dei farmaci attualmente in esso presenti. Senza dimenticare l'«anomalia», denunciata da Garattini, della grande variabilità di prezzo tra molecole della stessa classe.
Tornando alla nuova governance, che tutti i player del comparto sanitario reputano non rinviabile, di certo si riprenderà a parlarne con il nuovo governo. Con o senza Giulia Grillo.

Giuseppe Tandoi

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