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Politica e Sanità

25 Settembre 2019

Terapie cellulari, Sifo: farmacista ospedaliero fondamentale nella governance del biotech


Il farmacista ospedaliero ha ruolo fondamentale per una buona governance delle biotecnologie. Sifo: serve approccio multidisciplinare per Car-T

Quale ruolo può svolgere il farmacista ospedaliero per assicurare una gestione sicura, accessibile e sostenibile a queste innovazioni così rilevanti in ambito biotecnologico? È la domanda lanciata dalla Sifo in occasione della settima edizione della European Biotech Week, evento di respiro continentale che si concluderà il prossimo 29 settembre, in cui la Sifo in collaborazione con Assobiotech, propone a Milano l'evento scientifico-divulgativo L'Innovazione biotecnologica in sanità. Il riferimento nello specifico è alle Car-T, che come spiega Francesco Cattel segretario Sifo e Coordinatore scientifico dell'evento «sono nuove terapie personalizzate contro il cancro, che agiscono direttamente sul sistema immunitario del paziente per renderlo in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Nello scenario attuale in Italia ad oggi sono state autorizzate 17 sperimentazioni cliniche che prevedono l'utilizzo delle terapie Car-T. I centri in cui si possono effettuare le infusioni sono identificati dalle singole Regioni e devono possedere tutte le autorizzazioni previste per legge. All'interno di questo scenario, il farmacista ospedaliero è una delle figure coinvolte nella governance della complessa procedura Car-T».

Gestione Car-T sfida tra accessibilità e sostenibilità

La procedura per la loro somministrazione, ricorda Cattel, «prevede 6 fasi: valutazione dei pazienti, prelievo, ingegnerizzazione genetica, chemioterapia pre-trattamento, infusione e monitoraggio. Il farmacista è quindi il professionista che segue la corretta prescrizione e la corretta somministrazione al paziente, la sicurezza nella gestione delicata dei possibili effetti collaterali ma anche la nuova modalità di rimborso, utilizzato da Aifa per la prima volta, con il pagamento al risultato. Sarà per il farmacista e per i medici una nuova sfida tra accessibilità e sostenibilità».

Per Sifo l'approccio multidisciplinare è essenziale per una buona governance delle biotecnologie: «Il farmacista ospedaliero nella gestione del farmaco e del device ha una visione a 360° che passa dalla sperimentazione clinica alla normativa per l'immissione in commercio fino all'impiego clinico e alla vigilanza su aspetti quali l'efficacia e la sicurezza. Negli ultimi anni vi è stata un'evoluzione delle terapie: si è passati dal farmaco tradizionale, al farmaco biologico/biotecnologico fino alle cellule utilizzate come farmaco. Il farmacista ospedaliero è responsabile della qualità e della sicurezza dei farmaci: quando si parla di terapie cellulari, però, il farmaco assume una nuova connotazione e il processo produttivo diventa il prodotto finale. Perciò è importante un approccio multidisciplinare soprattutto sulle biotecnologie e sulle terapie avanzate che oggi entrano nella pratica clinica, dove le competenze specifiche devono convergere in un team multi-specialistico per raggiungere l'obiettivo di una giusta governance attraverso la sinergia delle competenze. Il farmacista ospedaliero interpreta nella governance delle biotecnologie un ruolo importante nella stesura delle procedure e nella gestione del processo».

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