Ticket, Conte: si cambia ma non ora. Lorenzin: serve prudenza
La rivoluzione dei ticket dovrà aspettare, sarà un progetto che potrà avere un arco temporale di mesi o anni
La rivoluzione dei ticket dovrà aspettare, sarà un progetto che potrà avere un arco temporale di mesi o anni. E' il premier Giuseppe Conte a frenare gli entusiasmi del ministro della Salute, Roberto Speranza, che aveva già pronto anche un ddl: il capitolo ticket, ricorda il premier, è programmato ma non "domattina", nell'arco "della legislatura" che "non scade a dicembre". La tabella di marcia vedrebbe quindi l'avvio della cancellazione del superticket, balzello aggiuntivo da 10 euro su specialistica e diagnostica, già con la manovra, e la riforma vera e propria più in là, da meditare con calma. Per pagare le cure in base al proprio reddito, le famiglie, insomma, dovranno aspettare. Un approccio condiviso dall'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin che condivide l'eliminazione del superticket ma, sottolinea «serve prudenza e più tempo per riflettere sulla strategia da adottare per la riforma dei ticket». Il superticket è «un balzello che pesa ingiustamente sui cittadini e per il quale già con la Legge di Bilancio 2018 si erano stanziate risorse per 60 mln destinate alla riduzione», spiega l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ora deputata del Pd. "Il tema fiscale è complesso. Il principio a cui deve rispondere questa riforma e a cui certamente si ispira è quello di equità, ma bisogna capire bene se la rimodulazione dei ticket risponderà proprio a questo principio e non avrà invece un effetto controproducente. Condivido le parole del Premier Conte sulla necessità di maggior tempo per rifletterci».
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