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Politica e Sanità

10 Ottobre 2019

Fibrillazione atriale in farmacia, pronti test per i pazienti e Manuale operativo


È pronto il manuale operativo per il progetto di Pharmaceutical care dedicato alla fibrillazione atriale. A novembre sarà operativo

Quante volte c'è una dimenticanza nell'assunzione di farmaci di riferimento per la patologia principale in corso? Quali ragioni ne sono alla base? Quanto è sotto controllo il progresso della patologia da parte di uno specialista? Sono questi alcuni degli aspetti che saranno oggetto di indagine all'interno del progetto di Pharmaceutical care dedicato alla fibrillazione atriale, messo in campo da Sistema Farmacia Italia - la start up di Federfarma e Federfarma Servizi - e operativo a novembre.
Base dell'iniziativa, che prevede una remunerazione e conta sul contributo di Daiichi Sankyo, è un approccio al paziente uniforme - validato dalla società scientifica Sismed - per il quale è stato predisposto un Manuale operativo di Pharmaceutical care e due test da condurre in farmacia.
A fare il punto, nel corso di FarmacistaPiù, Alfredo Procaccini, presidente di Sistema Farmacia Italia, che spiega: «Il valore di iniziative per favorire l'aderenza alla terapia è ormai riconosciuto da tutti, dalla letteratura e dalla comunità scientifica, e proprio per questo è un ambito di attività in cui tutti gli attori delle cure primarie vogliono entrare, medici, infermieri, ecc. Ma si tratta in realtà di uno specifico del farmacista e della farmacia: solo il nostro osservatorio è in grado di verificare quanto il paziente sia aderente, solo noi sappiamo da quanto tempo il paziente non entra in farmacia a prendere i farmaci necessari. Per questo, progetti di questo tipo rappresentano il nostro futuro e sono quanto mai importanti».


Formazione certificata per approccio uniforme al paziente

Nel dettaglio, «il progetto partirà a novembre. Primo step è la formazione, che deve essere certificata. A disposizione c'è, infatti, una piattaforma che, oltre a contenere le informazioni e gli strumenti utili - del progetto di volta in volta in corso e di quelli precedenti - è in grado di verificare e certificare che il percorso previsto venga ultimato, dal titolare e dal team di riferimento per il progetto».
La formazione d'altra parte è «la base per avere un approccio uniforme al paziente. A disposizione del farmacista c'è poi un Manuale operativo di Pharmaceutical care, una guida che contiene il metodo generale da seguire in ogni iniziativa, così da garantire una gestione omogenea. In particolare, l'intervento del farmacista si struttura in quattro fasi: individuazione del paziente e arruolamento, con registrazione dell'anagrafica e delle sue condizioni di salute - previo consenso privacy -; presa in carico con test di profilazione per grado di aderenza, formazione e sensibilizzazione del paziente a seconda della necessità; attività di reminding finalizzata all'aderenza e al rispetto del percorso terapeutico; valutazione della progressione e grado di rischio della patologia, sulla base del livello di sintomatologia».
Un supporto in questa direzione sarà fornito dalla piattaforma informatica, la Scheda Elettronica del Cliente (Sec) messa a disposizione da Federfarma.Co, «su cui potranno essere registrati i dati del paziente relativi ai test e che darà indicazioni su aderenza, tempistica e fasi del percorso. Ma un elemento importante sarà la relazione con il paziente e la richiesta è anche quella di fissare incontri periodici con il paziente».


Operatività: protocollo certificato e test

Per quanto riguarda l'operatività, «si basa su un protocollo certificato dalla società scientifica Sismed, di modo che l'attività svolta sia consona e mirata alla patologia. Saranno quattro le molecole di riferimento al centro del progetto e sono quelle appartenenti agli anticoagulanti orali non-vitamina K dipendenti NOAC».
I test da fare, «secondo il modello definito, sono strutturati attorno a 5-7 domande, non quindi di particolare difficoltà. Il primo, di profilazione, indaga aspetti relativi al rispetto del percorso terapeutico prescritto dal medico, cercando di definire per esempio quante volte ci si dimentica di prendere pillole, se il paziente ha bisogno di un maggior supporto informativo, se si sottopone costantemente al monitoraggio dello specialista ecc., mentre il secondo è utile per individuare il grado di progressione della patologia e la presenza di sintomi che impongano una rivalutazione da parte dello specialista. I test verranno ripetuti dopo tre mesi, in modo da verificare anche l'impatto del progetto».

Francesca Giani


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