Prontuari farmaceutici regionali, oncologi: da abolire, ritardano accesso agli innovativi
I prontuari farmaceutici regionali devono essere aboliti perché allungano i tempi di accesso ai nuovi farmaci, la richiesta dell'Associazione italiana di oncologica medica
I prontuari farmaceutici regionali devono essere aboliti perché allungano i tempi di accesso ai nuovi farmaci e ostruiscono una disponibilità più tempestiva dei farmaci innovativi. È quanto richiesto dall'Associazione italiana di oncologica medica in occasione del suo XXI Congresso nazionale. «I tempi di approvazione sono troppo lunghi - denuncia Stefania Gori, presidente Aiom -. Va garantita la disponibilità immediata delle terapie salvavita». In Italia, in media, esiste un'attesa di oltre due anni per l'accesso ai nuovi farmaci oncologici, una situazione che dipende anche dai prontuari terapeutici ospedalieri presenti nella maggior parte delle Regioni. Accanto al Servizio sanitario nazionale, è stato sottolineato dagli esperti, convivono 19 Regioni e 2 Province autonome che presiedono altrettanti comitati che valutano il recepimento del farmaco nelle strutture sanitarie del loro territorio, determinando gravi conseguenze a danno dei pazienti oncologici: «I prontuari locali - afferma Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom - di fatto, aggiungono uno step nell'iter, già di base lungo, di approvazione e recepimento del nuovo farmaco, prima che quest'ultimo sia realmente disponibile. Assistiamo a situazioni in cui l'accesso a una terapia è possibile per pazienti di una Regione ma non per quelli di una Regione contigua. Realtà inaccettabili». I tempi di attesa vengono in parte superati con early access, le disposizioni che regolano l'accesso e la prescrizione di farmaci già approvati dall'Ema prima del rimborso a carico del Servizio Sanitario Nazionale. I percorsi principali per accedere ai nuovi farmaci sono l'accesso al Fondo AIFA del 5% e la legge 648/1996, che consentono la totale rimborsabilità da parte del Ssn, e l'uso compassionevole o nominale, con fornitura gratuita da parte dell'azienda farmaceutica. «Vi sono diverse norme che regolano l'accesso precoce alle terapie - sottolinea Massimo Di Maio, direttore dell'Oncologia dell'Ospedale Mauriziano di Torino-. Tra queste anche la legge 94/1998 (detta anche 'Legge Di Bella'), che consente la prescrizione da parte di un medico, sotto la sua esclusiva e diretta responsabilità, di medicinali regolarmente in commercio, per uso al di fuori delle condizioni di registrazione. È il cosiddetto impiego off label». Per sensibilizzare oncologi e pazienti, Aiom e Fondazione Aiom hanno realizzato due opuscoli sull'early access che saranno distribuiti in tutte le oncologie e presso le associazioni dei pazienti, e hanno organizzato un tour in cinque Regioni focalizzato sul tema.
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