Distribuzione diretta, proposta indagine conoscitiva in Commissione Affari sociali
Proposta alla Commissione Affari Sociali un'indagine conoscitiva sulla distribuzione dei farmaci, verificare efficacia ed economicità della distribuzione diretta e per conto
Verificare, attraverso audizioni e analisi dei dati forniti da soggetti stakeholders, efficacia, efficienza ed economicità della distribuzione diretta e della distribuzione per conto dei farmaci. È questo l'obiettivo dell'indagine conoscitiva proposta Marcello Gemmato, segretario della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati e inserita nel programma dei lavori della commissione. A renderlo noto è l'house organ di Federfarma dove Gemmato spiega la proposta: «I motivi che mi hanno spinto a proporre questa indagine sono rappresentati dal fatto che a fronte del presunto vantaggio economico derivante dal minor costo a carico del bilancio dello Stato per l'approvvigionamento e per la distribuzione del farmaco agli assistiti per il tramite di ospedali e ASL, appaiono evidenti una serie di rilevanti svantaggi economici sia per i pazienti che per il bilancio dello Stato, e svantaggi per i cittadini sia sotto il profilo sanitario che sociale». Per Gemmato infatti, sotto il profilo meramente economico le strutture pubbliche sostengono notevoli costi sommersi: la gestione delle gare e dei magazzini; i farmaci scaduti; gli sprechi di medicinali collegati a dispensazioni eccessive (come nei casi in cui i pazienti muoiono o cambiano terapia); e i vari costi fissi. Sotto il profilo sociale poi, le cronache riportano continui disagi per i pazienti e i loro familiari «costretti ad affrontare lunghe file e molto spesso gravosi e onerosi spostamenti per ottenere medicinali che potrebbero più facilmente ritirare in una farmacia poco distante dalla propria abitazione». Infine, sotto il profilo sanitario: «L'impossibilità da parte delle strutture pubbliche di seguire adeguatamente i pazienti nel corso delle loro terapie farmacologiche determina, tra le tante, problematiche di compliance che causano l'aggravamento della patologia, la necessità di costosi ricoveri e cure più invasive e onerose rispetto all'assunzione di farmaci. Tutto ciò provoca evidentemente aumenti di costi a carico dei pazienti ma soprattutto dello Stato».
Conclude il segretario: «Sono certo che questa indagine sarà utile a delineare un quadro quanto più preciso possibile sulla effettiva funzionalità del meccanismo della distribuzione diretta e sui relativi costi e dei benefici. Lo studio sarà dunque utile non solo ad offrire dati e documenti necessari all'attività di tutti i parlamentari ma anche ad offrire un contributo determinante volto a migliorare l'azione complessiva della pubblica amministrazione nel settore sanitario nonché l'investimento delle relative risorse tendendo a minimizzare sempre di più gli sprechi».
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