Ritardo rimborsi, interrogazione a Ministro: così farmacie finanziano Asl
Interrogazione parlamentare sui ritardi nei pagamenti della Asp alle farmacie di Catanzaro. "I farmacisti di fatto finanziano l'Azienda sanitaria"
I ritardi nei pagamenti della Asp alle farmacie catanzaresi sono oggetto di un'interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro della Salute dai deputati (FdI) Wanda Ferro e Marcello Gemmato. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione di Federfarma Catanzaro, il deputato Wanda Ferro, insieme al collega Marcello Gemmato segretario della Commissione Affari sociali, ha indirizzato un'interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza, in merito all'ingente ritardo accumulato dall'Asp di Catanzaro nei pagamenti degli importi dovuti per l'erogazione dei farmaci ai cittadini in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
Ferro e Gemmato hanno chiesto al ministro Roberto Speranza "quali urgenti provvedimenti di competenza intenda adottare, per il tramite del commissario ad acta, al fine di riconoscere il diritto delle farmacie affinché la Asp provveda a estinguere il proprio debito e, quindi, si decida a dare seguito al rimborso dei medicinali entro il mese successivo a quello di erogazione degli stessi". Il presidente di Federfarma Catanzaro, Vincenzo Defilippo ha denunciato che «ritardare i pagamenti ai farmacisti a tempo indeterminato con il solo onere dell'interesse al saggio legale (attualmente all'0,80%) costituisce di fatto una forma di "finanziamento" che i farmacisti attuano, non per loro volontà, nei confronti dell'Azienda che, gestendo i fondi destinati alla copertura della spesa farmaceutica ad un tasso di interesse di gran lunga inferiore a quello che dovrebbe sostenere se facesse ricorso al credito bancario, produce per se stessa un risparmio di spesa. In sostanza i farmacisti titolari di farmacia privata "finanziano" l'Azienda sanitaria».
«Il prolungarsi di tali ritardi - spiegano i due deputati- impedisce alle farmacie di pagare fornitori e dipendenti, e rischia di tradursi in una sempre più concreta minaccia per la efficienza stessa del servizio pubblico di assistenza farmaceutica territoriale. Proseguire così significa portare alla chiusura molte farmacie, soprattutto quelle ubicate nei centri abitati più piccoli, che rappresentano spesso l'unico presidio sanitario disponibile». Il ritardo denunciato, si ricorda, è attestato attualmente sui quattro mesi corrispondenti alle ricette spedite nei mesi di luglio 2019, agosto 2019, settembre 2019, mentre il prossimo 30 novembre 2019 scadrà il termine il mese di ottobre. A questo si aggiungono il pagamento delle fatture di presidi ed ausili fermi a febbraio 2019 e all'indennità di residenza anno 2018.
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