Farmacia servizi, Ufficio parlamentare bilancio: rete capillare può agevolare cittadini
Focus dell'Ufficio parlamentare bilancio sulla sanità in Italia e farmacia dei servizi: divario nella quantità e qualità dei servizi forniti dalle singole Regioni
In Italia si sta affermando un travaso di servizi dal settore pubblico ai privati e la sperimentazione della "Farmacia dei servizi" in nove regioni ne è un esempio, ma il costo di queste "esternalizzazioni va ponderato e confrontato" con i costi di una gestione interna tenendo conto della qualità del servizio: per esempio decentramento su una rete capillare è un'agevolazione. Questo il passaggio contenuto nel documento "Lo stato della sanità in Italia" Focus n.6 dell'Ufficio parlamentare bilancio pubblicato "alla vigilia del via libera al Patto per la salute 2019-2021, dal quale dipende lo sblocco di maggiori risorse per il Servizio sanitario nazionale (2 miliardi per il 2020 e 3,5 miliardi per il 2021)", in cui la Farmacia dei servizi viene inquadrata in un ragionamento più ampio sul ruolo del pubblico nel garantire un servizio universale. Il documento intende rispondere alla domanda "Qual è lo stato di salute della sanità italiana?" e quello che ne emerge è "una fotografia in chiaroscuro. Ad alcuni punti di forza si contrappongono aspetti problematici che costituiscono questioni centrali anche del confronto finanziario e programmatico tra Governo e Regioni, che si rinnova dopo un lungo periodo di sospensione (il più recente Patto per la salute era riferito agli anni 2014-16)".
Le criticità
Una delle criticità evidenziate è il "divario nella quantità e qualità dei servizi forniti dalle singole Regioni". Il documento nella parte introduttiva sottolinea che "la regolazione sempre più rigida e il controllo centrale progressivamente più stringente sulla gestione dei Servizi sanitari regionali, sono stati finalizzati prioritariamente, e con successo, al rientro dai disavanzi sanitari e sono stati rivolti solo con ritardo alla garanzia del rispetto uniforme sul territorio dei livelli essenziali di assistenza, rimanendo a tal fine meno efficaci. La capacità di riorientare i servizi, compensando il ridimensionamento di quelli ospedalieri ordinari con un rafforzamento di quelli territoriali e delle risorse allocate alle nuove tecnologie, non è stata peraltro uniforme sul territorio". Il tema dei servizi viene poi ripreso nel paragrafo dedicato al ruolo del pubblico a garanzia di un servizio universale. Per "rafforzare l'efficienza dei servizi, e in alcuni casi l'appropriatezza delle prestazioni", sono state introdotte "misure di riduzione della spesa sanitaria" con il rischio di aver "direttamente o indirettamente favorito il settore privato e/o il trasferimento in quella sfera di una parte della produzione" e alla lunga potrebbe portare "a uno spostamento della frontiera tra market e non market". Viene inoltre prospettato uno scenario in cui i cittadini, a forza di rivolgersi al privato, indipendentemente dalla fascia di reddito (alto e medio-basso) potrebbero avanzare "richieste di fuoriuscita dal Ssn (...) - e di esonero dalle imposte volte a finanziarlo" con "una messa in discussione dell'universalismo". "Intanto - prosegue il paragrafo - si sta affermando un travaso di servizi dal settore pubblico ai privati. Ad esempio, in nove Regioni si sta sperimentando la remunerazione della "farmacia dei servizi", una definizione che sottintende la possibilità, concessa alle farmacie, di fornire una serie di prestazioni (esami di laboratorio e altri test, prestazioni professionali infermieristiche e fisioterapiche, ma anche monitoraggio dell'aderenza alle terapie, distribuzione diretta dei farmaci [per conto ndr.] e prenotazione delle prestazioni specialistiche del Ssn). Il costo di queste esternalizzazioni di funzioni, che il settore pubblico rinuncia a svolgere, pur continuando a finanziarle, andrebbe ponderato attentamente e comparato con quello di una gestione interna, tenendo conto della qualità del servizio (ad esempio, il decentramento su una rete capillare di farmacie può agevolare il cittadino)".
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