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Politica e Sanità

18 Dicembre 2019

Patto salute 2019-2021, raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni


Governo e Regioni hanno raggiunto l'intesa sul Patto per la salute relativo agli anni 2019-2021, la figura del farmacista con la riorganizzazione delle cure primarie

Governo e Regioni hanno raggiunto l'intesa sul Patto per la salute relativo agli anni 2019-2021, il testo concordato non dovrebbe incontrare altri ostacoli. Lo ha annunciato il vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti, sottolineando che «è stata una riunione positiva, in cui le Regioni si dimostrano pungolo per il governo in questa lunga trattativa sul Patto ma altrettanto hanno dimostrato concretezza ed equilibrio nel raggiungimento e nella condivisione dei risultati. In Stato-Regioni - ha sottolineato - daremo l'intesa, non ci dovrebbero essere cambiamenti nel testo. Abbiamo dato un'intesa piena con alcune modifiche concordate con il governo». Modifiche, richieste dalle Regioni e accolte dal Governo che, si apprende dalle agenzie, riguardano l'età di servizio dei medici (fino a 70 anni) e i contratti a tempo determinato per gli specializzandi a partire dal terzo anno. Accordo anche sui presidenti commissari: il Governo d'intesa con le regioni interessate, riesaminerà entro 180 giorni le procedure di nomina dei Commissari ad acta, anche alla luce dei recenti indirizzi della Consulta.

I punti salienti del patto

Con la firma del nuovo Patto per la Salute, commenta il Presidente Stefano Bonaccini in un comunicato ufficiale «finisce una stagione di tagli. Il Patto sancisce il notevole incremento delle risorse destinate alla sanità: 114.474.000.000 euro per l'anno 2019, 116.474.000.000 euro per l'anno 2020 e in 117.974.000.000 euro per l'anno 2021. A tutto ciò va aggiunto quanto previsto dalla Legge di Bilancio con un incremento, dopo i 4 miliardi già previsti per il 2019, di 2 miliardi per gli investimenti per l'edilizia sanitaria e l'aumento di 1,5 miliardi di quelli per l'ammodernamento tecnologico. Siamo di fronte ad un punto di partenza che segna un'inversione di tendenza e che va letto in modo inequivocabile come un rilancio della sanita pubblica e del diritto alla salute definito in modo puntuale dalla Costituzione. Un risultato che dobbiamo anche all'impegno del Governo ed in particolare del Ministro della Salute Roberto Speranza, del Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e del Ministro dell'Università, Lorenzo Fioramonti».

Ecco i risultati raggiunti:
- garanzie in merito alla certezza delle risorse per il SSN per il triennio, registrato incremento pari a 3,5 mld
- sblocco di ulteriori risorse per gli investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico e semplificazione dell'iter amministrativo;
- revisione dei meccanismi e degli strumenti relativi ai piani di rientro e ai commissariamenti, ivi compresa la definizione dei parametri per l'uscita;
- rimodulazione, nella direzione di una maggiore flessibilità, del tetto relativo alla spesa del personale dal 5% al 10%, valutando la possibilità di un ulteriore innalzamento al 15%;
- rimodulazione, nella direzione di una maggiore flessibilità, del tetto relativo agli acquisti di prestazioni da privato accreditato;
- revisione, a quattro anni dalla sua adozione, del DM 70/2015 che fissava gli standard per l'assistenza ospedaliera;
- risposte per superare l'emergenza della carenza dei medici consentendo ai medici iscritti al terzo anno di specializzazione di poter lavorare nelle nostre strutture sanitarie e prevedendo fino al 2022 la possibilità per i medici che hanno compiuto i 70 anni di età di permanere in servizio;
- valorizzazione e sviluppo delle competenze delle professioni sanitarie.

«Abbiamo scritto con il Governo, e le Regioni hanno dato un contributo di idee e proposte determinante, un Patto che contiene diverse "leve", alcune molto innovative, per migliorare il servizio sanitario».

Valorizzare farmacisti e Farmacia dei servizi

Il documento, lo si ricorda, coinvolge la figura del farmacista nell'ambito dell'assistenza territoriale in un capitolo dedicato alla riorganizzazione delle cure primarie secondo nuove linee di indirizzo. Il Patto prevede di "concordare indirizzi e parametri di riferimento per promuovere una maggiore omogeneità e accessibilità dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria, garantendo l'integrazione con i servizi socio-assistenziali". Viene indicata la "valorizzazione del ruolo del farmacista in farmacia che è un presidio rilevante della rete dei servizi territoriali per la presa in carico dei pazienti e per l'aderenza terapeutica degli stessi e non solo per la dispensazione dei medicinali, al fine di rafforzare l'accesso ai servizi sanitari. Tale processo trova la prima attuazione nell'ambito del percorso di definizione e attuazione della Farmacia dei servizi e della nuova convenzione nazionale". Ma anche la valorizzazione della professione sanitaria infermieristica, "finalizzata alla copertura dell'incremento dei bisogni di continuità dell'assistenza, di aderenza terapeutica, in particolare per i soggetti più fragili, affetti da multi-morbilità".

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