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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Il buco della spesa farmaceutica ospedaliera


I conti della spesa farmaceutica pubblica faticano a rientrare nel tetto fissato per legge. Ma, mentre i consumi di farmaci a carico dello Stato venduti in farmacia reggono l''onda d''urto, e anzi diminuiscono dell''1% su base annua, a crescere nel 2008 è stata invece la spesa farmaceutica degli ospedali. Una crescita consistente, praticamente oltre il 50% del budget, con un disavanzo che alla fine dell''anno scorso ha superato 1,3 miliardi di euro. Un deficit che dovrebbe essere interamente a carico dei bilanci regionali. E'' quanto si legge sul Sole 24 Ore, che cita la relazione sull''andamento della spesa farmaceutica pubblica del 2008, con dati aggiornati a novembre, esaminata dall''Agenzia italiana del farmaco (AIFA). I numeri della spesa contenuti nella relazione hanno "confermato i timori dei governatori - si legge nell''articolo - che non a caso hanno messo in cima alla lista dei capitoli di spesa sanitaria di cui discutere con il Governo nell''ambito del Patto per la salute anche quello della farmaceutica ospedaliera. Con l''obiettivo di poter incamerare i risparmi attesi dal decreto, annunciato da tempo, che cancellerà gli extrasconti sui generici applicati alle farmacie". I conti della farmaceutica territoriale, quella cioè che passa attraverso il canale delle farmacie hanno rispettato in pieno le consegne - si legge ancora sul quotidiano economico - anzi hanno fatto anche risparmiare, naturalmente non dappertutto in Italia. A segnare un rosso profondo è stata invece la spesa farmaceutica ospedaliera che, a novembre, ha fatto registrare uscite (esclusi i vaccini e i farmaci di classe A) per 3,472 miliardi rispetto al tetto di 2,168 miliardi: il rosso è stato insomma di 1,304 miliardi (era di 1,284 miliardi a ottobre, dunque col dato di dicembre salirà ancora), pari al 3,8% rispetto al tetto fissato per legge al 2,4%, e con una classifica a macchia di leopardo tra le Regioni, a seconda del maggiore o minore grado di scelte politiche che hanno privilegiato il canale ospedaliero.

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