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Politica e Sanità

15 Novembre 2011

Esposto all’Antitrust per i 30 anni di SSN


Un esposto all''Antitrust affinch� accerti la veridicità del messaggio promozionale lanciato dal ministero della Salute con la nuova campagna pubblicitaria dedicata ai 30 anni del Servizio sanitario nazionale. A presentarlo il Codacons, che chiede al ministero della Salute di "investire i soldi della  campagna pubblicitaria nell''acquisto di macchinari utili per ridurre  le liste di attesa per mammografie e risonanze magnetiche". "Oltre a essere in anticipo per festeggiare il trentennale del  SSN, visto che la data è quella del 1978 - si legge in una nota del  Codacons - innumerevoli sono i dati snocciolati che destano perplessità, e ancora di più i dati che si sono dimenticati di mettere per completezza di informazione. Per questo il Codacons ha deciso di  presentare un esposto all''Antitrust affinch� accerti la veridicità del messaggio. Quanto bisogna aspettare, ad esempio, per fare una  mammografia? Perch� non è stata pubblicata la durata media delle liste di attesa? Perch� non si dice che in Italia i farmaci a carico del  cittadino sono i più cari d''Europa? Semplice dimenticanza, o  pubblicità ingannevole?", sono le tante domande dell''associazione. "La pubblicità in questione - continua la nota - comincia con il dire che la sanità italiana è al secondo posto nel mondo per  l''Organizzazione mondiale della sanità e prosegue sostenendo che il  nostro Paese è leader in Europa per numero di farmaci gratuiti offerti ai cittadini: quattro su cinque sarebbero a carico del SSN. Peccato  che non si dica che ci sono altre classifiche, ad esempio quella  recente dell''Health Consumer Powerhouse, che ci vedono, considerando  la sola Europa, al 18esimo posto su 29 Paesi, guarda caso considerando proprio come aspetti fondamentali i tempi di attesa per i trattamenti  comuni e i risultati delle terapie. Inoltre il fatto che quattro  farmaci su cinque siano a carico del SSN, sempre che il dato sia  esatto, poco ci dice sul consumo di questi farmaci e sul fatturato che ne deriva. Per esempio,” conclude la nota dell’Adiconsum “come mai in Italia i farmaci più venduti, gli  ansiolitici, sono tutti a carico dei consumatori?”.

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