Farmaci e dintorni
28 Marzo 2012Alla vigilia della sentenza della Corte suprema indiana, prevista per oggi, chiamata a esprimersi a favore o contro Novartis per il riconoscimento della proprietà intellettuale di un farmaco oncologico, è stata avviata la mobilitazione di Medici senza frontiere (Msf) per chiedere a gran voce di fermare «gli attacchi contro i farmaci generici». La protesta è partita ieri da Roma, con un sit-in davanti al Parlamento, nei prossimi giorni toccherà città come Parigi, Londra e Stoccolma, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza dell’accessibilità a farmaci che possono salvare milioni di persone sieropositive nei Paesi in via di sviluppo. Msf si dice preoccupata sul risultato della causa poiché, come sottolinea Konstantinos Moschochoritis, direttore generale Msf, in allarme anche per i negoziati sugli accordi di libero scambio tra Unione europea e India, «se si mettono ulteriori ostacoli alla produzione dei generici, milioni di persone non avranno più accesso a questo tipo di farmaci» perché, aggiunge «anche le lobby di Big pharma cercano di porre ulteriori ostacoli alla produzione di farmaci generici». Tuttavia secondo Novartis, l’accusa è infondata poiché, spiega in una nota, l''azione legale intrapresa in India per il riconoscimento del farmaco oncologico imatinib è «è finalizzata al riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale. Non riguarda in alcun modo l''accesso ai farmaci nei paesi più poveri». Novartis ricorda di essere «tra i maggiori produttori internazionali di farmaci generici, e con il proprio brand Sandoz raggiunge ogni anno oltre 400 milioni di persone in tutto il mondo». Inoltre, spiega ancora, «è fortemente impegnata a sostenere l''accesso ai medicinali, come testimoniato da numerosi programmi internazionali, che nel 2011 hanno raggiunto 89 milioni di pazienti, prevalentemente nei paesi in via di sviluppo, con un investimento pari a 1,7 miliardi di dollari. «Tra questi programmi» conclude l’azienda «il Glivec international patient assistance program assiste più di 31.000 pazienti nel mondo e, in India, fornisce gratuitamente imatinib a circa 15.000 persone, oltre il 95% di quelle che sono in cura con il farmaco».
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