Farmaci e dintorni
26 Aprile 2012L’uso improprio degli psicofarmaci tra gli adolescenti, non si limita più solo a un abuso fatto in compagnia o per migliorare i risultati scolastici. Infatti, secondo i dati preliminari di una ricerca del Dipartimento di igiene dell''università di Torino, anche i genitori li somministrano ai figli come “automedicazione” per stati di ansia o nervosismo, ma senza un’indicazione medica. Intanto, il fenomeno nel complesso è considerato dai ricercatori torinesi «davvero allarmante» è che, su 600 studenti delle scuole medie, quindi tredicenni, circa il 25% abbia fatto uso di tali medicinali almeno una volta, ma la raccolta dati non è terminata: «L''obiettivo è intervistarne 2.000 entro l''Autunno» spiega Roberta Siliquini, ordinario di Igiene all''Università di Torino. E con riferimento ai genitori dei ragazzi, avverte: «Si tratta di un uso improprio e preoccupante degli psicofarmaci, principalmente per due ragioni: la prima è che somministrare a ragazzi psicofarmaci a dosaggio per adulti può portare ad effetti imprevedibili; la seconda è che, dal punto di vista educativo, è sbagliato indurre i giovani a pensare di poter risolvere i propri problemi o la propria ansia semplicemente basandosi su un aiuto esterno come può essere un farmaco». Il fenomeno allarma anche psichiatri e pediatri poiché questa è una risposta «totalmente impropria a un disagio adolescenziale che è in crescita», commenta il direttore dell''Unità di neuropsichiatria infantile del Policlinico di Tor Vergata, Paolo Curatolo che precisa: «le indicazioni per la somministrazione di psicofarmaci a bambini o adolescenti sono estremamente limitate, vale a dire nei casi di disturbi importanti dell''umore o di patologie gravi o per il disturbo di deficit di attenzione da iperattività». Il dato preoccupa anche il presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Alberto Ugazio che commenta: «L''automedicazione, o il fai-da-te, é quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini. Inoltre, l''ansia è un sintomo che va valutato: se non indica una patologia, la terapia farmacologica non è assolutamente indicata».
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