Farmaci e dintorni
18 Aprile 2013I farmacisti sul territorio possono contribuire ad una migliore gestione del dolore, lo dimostrano i risultati di uno studio pilota britannico al quale hanno partecipato 10 farmacie dell’area nord di Londra. L’esperimento consisteva, in primo luogo, nella valutazione di uno strumento detto “meno dolore” disegnato per facilitare discussioni semistrutturate farmacista-paziente riguardo ai problemi connessi al dolore. In aggiunta gli utenti hanno compilato un questionario sul dolore e per 176 pazienti i farmacisti hanno eseguito revisioni (Mur - medicines use reviews) approfondite sull’uso dei farmaci per il sollievo del dolore. Le Mur si sono concluse con 182 interventi, consistiti principalmente nel fornire informazioni e avvertimenti sull’uso corretto dei medicinali. Nel complesso poi, 40 pazienti sono stati inviati dal medico curante per ottenere un maggiore analgesia, o per gestire gli effetti collaterali degli antidolorifici con lassativi o inibitori della pompa protonica. I farmacisti hanno anche individuato 9 soggetti con probabile dolore neuropatico non ancora diagnosticato. Secondo i ricercatori della UCL school of pharmacy e della university of Nottingham questi primi risultati supportano l’ipotesi che il farmacista possa rivestire un ruolo più ampio, in futuro, nell’identificare e supportare persone con dolore cronico o acuto. Se si sviluppasse questo modello «circa 50.000 persone l’anno con dolore neuropatico o misto» ha detto Roger Knaggs, co-autore del report e professore associato di farmacia clinica pratica alla university of Nottingham «potrebbero ricevere un trattamento migliore implementando un ruolo più orientato alla gestione clinica del dolore per i farmacisti». Lo studio pilota è costato 12.000 sterline, inclusa una mezza giornata di training per i farmacisti e un onorario di 40 sterline corrisposto per ogni Mur effettuata. Il rapporto costo/efficacia per l’intero servizio sanitario nazionale non può essere calcolato da questi costi preliminari, tuttavia ci sono evidenze crescenti che migliorare la diagnosi precoce e l’efficacia della gestione dei problemi correlati al dolore, sul territorio e in medicina generale, sia un intervento costo-efficace.
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