Farmaci e dintorni
24 Aprile 2013Negli sport di resistenza, mitigare il dolore con gli analgesici può causare effetti collaterali: è la conclusione di uno studio pubblicato online sulla rivista British Medical Journal Open. «Molti concorrenti cercano di evitare che il dolore interferisca con la performance usando farmaci da banco facilmente reperibili in farmacia o sugli scaffali dei supermercati» spiega Bertold Renner, ricercatore del Dipartmento di farmacologia e tossicologia clinica e sperimentale dell’Università di Erlangen, in Germania, il quale, assieme ai colleghi, ha studiato l’impatto di questi composti sui partecipanti alla maratona di Bonn del 2010. «In tutto circa 4.000 dei 7.048 concorrenti hanno risposto a un questionario online, e la maggior parte di essi, l’87%, aveva già corso maratone» spiega il farmacologo. Tra quelli che usavano antidolorifici prima della gara, 1 su 5 lo faceva anche in allenamento, acquistando spesso senza prescrizione diclofenac, aspirina e ibuprofene. «Un primo dato è che il numero di partecipanti costretti al ritiro a causa di dolori era simile tra chi usava gli antidolorifici e chi non lo faceva» afferma Renner. Tutt’altra cosa, invece, il ritiro per disturbi gastrointestinali, molto più frequente tra chi faceva uso dei suddetti farmaci. Stesso discorso per i crampi muscolari: il ritiro per questo motivo, di solito raro, cresceva a vista d’occhio tra gli utilizzatori di aspirina o composti simili. Morale: chi assumeva analgesici aveva un rischio 5 volte più alto di avere crampi allo stomaco, disturbi cardiovascolari, sanguinamenti gastrointestinali, sangue nelle urine e dolori articolari e muscolari. Ma non è tutto. Nove di loro sono pure finiti in ospedale: 3 per insufficienza renale temporanea dopo ibuprofene, 4 per sanguinamenti gastrointestinali dopo aspirina, e 2 dopo un attacco di cuore successivo all’assunzione di aspirina. Inoltre, nessuno degli intervistati era a conoscenza degli eventuali rischi associati all’assunzione di antidolorifici negli sport di resistenza. «I nostri dati indicano che l''uso di inibitori della ciclossigenasi negli sport di resistenza può essere dannoso» sottolinea il farmacologo, ribadendo la necessità di ulteriori studi per capire se il loro uso prima e durante l’attività sportiva vada del tutto evitato.
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