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Farmaci e dintorni

15 Maggio 2013

Ca polmone, Aiot: crizotinib a carico del Ssn è un passo avanti


L’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) ha inserito il crizotinib, farmaco per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule pretrattato e con traslocazione del gene Alk, nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale. La decisione arriva in seguito alla richiesta sollevata dall’Associazione italiana oncologia toracica (Aiot) che ne ha dato annuncio non nascondendo soddisfazione per questo obiettivo raggiunto: «Questo significa» ha spiegato Cesare Gridelli, presidente Aiot «che in attesa del completamento di tutto l’iter burocratico per l’inserimento del farmaco nella pratica clinica, non è più necessario ricorrere all’uso compassionevole ma tutti i pazienti possono accedere a questa terapia che si è dimostrata di grande efficacia». Il crizotinib, si legge in una nota dell’associazione, ha dimostrato un effetto importante con una buona percentuale di regressione dando una risposta molto positiva in circa 60% dei casi in pazienti già pesantemente pretrattati con varie linee chemioterapiche. Oggi è, quindi, un farmaco di seconda linea che ha dimostrato di aumentare sensibilmente la speranza di vita di questi pazienti. La richiesta dell’Aiot è sostenuta da una serie di studi clinici che dimostrano l’efficacia della terapia e l’importanza di compiere questo passo. «Con questa decisione dell’Aifa» ha commentato infatti Fortunato Ciardiello, direttore del Dipartimento medico chirurgico internistico clinico e sperimentale della Seconda università degli studi di Napoli e segretario Aiot «l’Italia ha compiuto un passo in avanti importante nel trattamento del tumore del polmone portando i pazienti del nostro Paese al pari di quelli di Francia e Germania. La traslocazione di Alk, invece» ha aggiunto «interessa circa il 5-7% dei pazienti con adenocarcinoma polmonare, soprattutto non fumatori, quindi stiamo parlando di circa 1000-2000 pazienti candidabili all’utilizzo di questo farmaco, piccoli numeri in termini di costi, di Servizio sanitario nazionale, di farmacoeconomia ma un’enormità in termini umani».

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