Farmaci e dintorni
27 Giugno 2013Nel nostro Paese, secondo una recente indagine condotta online da Incite per Mundipharma International su 1.104 asmatici italiani di età compresa fra 18 e 50 anni, oltre 8 pazienti asmatici su 10 non risultano controllati e 3 su 5 non assumono con regolarità la terapia di mantenimento, anche perché (nel 53% dei casi) credono erroneamente di non averne bisogno. La mancata compliance al trattamento di fondo è stata al centro di un incontro ieri a Milano, in cui Stefano Centanni, docente di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Milano, ha confermato che «il controllo della malattia è un obiettivo ancora lontano dall’essere raggiunto e questo perché l’asma è certamente sottodiagnosticata». In effetti, ha precisato Bruno Franco Novelletto, responsabile Area pneumologica Simg (Società italiana medicina generale) «con una certa frequenza si nota una sottovalutazione dei primi sintomi non specifici, come una tosse stizzosa insistente, o una lieve dispnea, riferiti al medico con molto ritardo»; posta la diagnosi, «dopo un primo periodo di aderenza alla terapia proposta, molti pazienti attuano un self-treatment al bisogno». Una possibile soluzione a questi problemi sta nella recente disponibilità di un’associazione inalatoria fissa Ics/Laba che unisce per la prima volta un corticosteroide molto efficace (fluticasone) al beta-2-agonista a più rapida azione (formoterolo), e che è contenuta in uno spray con conta-dosi, disponibile in 3 dosaggi che offrono un ampio range terapeutico. «Di recente» sottolinea Alberto Papi, direttore della Clinica pneumologica dell’Università di Ferrara «è stata realizzata una survey a livello europeo sulle caratteristiche oggi richieste e attese da un’associazione Ics/Laba. Al primo posto è risultato il miglioramento dei sintomi, poi a seguire l’efficacia farmacologica sui meccanismi patogenetici della malattia, il miglioramento della Fev1, la tollerabilità, la rapidità d’azione. L’asmatico desidera infatti che il farmaco funzioni rapidamente e gli tolga l''affanno respiratorio». La nuova arma terapeutica sembra rispondere a tutte queste necessità, di medici e pazienti.
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