Farmaci e dintorni
18 Luglio 2013«La rivalutazione in corso non costituisce di per se stessa una ragione di sospendere l’assunzione dei Coc». Lo si legge nel documento di aggiornamento pubblicato dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sulla rivalutazione di alcuni contraccettivi ormonali combinati (Coc) autorizzati nell’Unione europea. L’inizio dell’attività di rivalutazione risale allo scorso febbraio ed è stata motivata dalle preoccupazioni sorte in Francia sui rischi di tromboembolia venosa (Tev) e la sua possibile evoluzione in tromboembolia polmonare, i cui esiti possono essere fatali, e quelli di tromboembolia arteriosa (Tea), che potrebbe dare origine a un ictus o un attacco di cuore. I contraccettivi ormonali combinati contengono due tipi di ormoni, un estrogeno e un progestinico e la rivalutazione riguarda tutti i contraccettivi contenenti i seguenti progestinici: clormadinone, desogestrel, dienogest, drospirenone, etonogestrel, gestodene, nomegestrolo, norelgestromina e norgestimate. L’Ema conferma l’efficacia dei Coc nella prevenzione delle gravidanze e rileva che il loro utilizzo è effettivamente associato a un piccolo aumento del rischio di Tev rispetto al non utilizzo; il rischio assoluto è però basso. Anche il rischio assoluto di tromboembolia arteriosa è molto basso e, a oggi, è simile per tutti i progestinici. L’agenzia attribuisce molta importanza al supporto di un processo decisionale informato per donne e medici e ricorda che le informazioni sui rischi sono già riportate nel foglio illustrativo che accompagna i diversi prodotti. L’Ema consiglia alle donne, in caso di dubbi, un’attenta discussione con il medico per decidere quale contraccettivo possa rispondere meglio alle loro necessità e raccomanda di contattarlo immediatamente se pensano di avere sintomi di tromboembolia, ma non indica di sospendere l’assunzione dei Coc solo per il fatto che è in corso una loro rivalutazione.
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