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Farmaci e dintorni

05 Settembre 2013

La polipillola per cuore e vasi migliora la compliance


Rispetto alle attuali formulazioni, l''uso di un farmaco unico che permetta di controllare pressione, piastrine e colesterolo aumenta l’aderenza alla terapia e migliora i fattori di rischio cardiovascolare. «È raro che pazienti con patologia conclamata usino a lungo termine la terapia preventiva per le malattie cardiovascolari» rileva Simon Thom, professore di medicina e farmacologia all’Imperial College di Londra e coordinatore di uno studio appena apparso su Jama. Un modo per aumentare l’aderenza alla terapia e nello stesso tempo abbattere i costi delle cure, potrebbe essere l’uso della cosiddetta polipillola, una singola pastiglia che racchiude tutti i farmaci che prevengono le patologie cardiovascolari. I ricercatori sono così andati a verificare se, rispetto alle cure consuete, una polipillola che contenesse acido acetilsalicilico (Asa), statine e due antipertensivi migliorasse l’aderenza a lungo termine e due importanti fattori di rischio cardiovascolare: la pressione arteriosa sistolica (Sbp) e i livelli di colesterolo Ldl. «Allo studio hanno preso parte circa 2.000 persone con malattia cardiovascolare accertata o a rischio avviati a ricevere formulazioni terapeutiche tradizionali oppure un farmaco unico che combinasse Asa, simvastatina, lisinopril e atenololo o idroclorotiazide» precisa il ricercatore. Al termine del follow-up di 15 mesi, l’86% di chi prendeva la polipillola continuava la cura, contro il 64% di quelli trattato nel modo tradizionale. Rispetto ai controlli, nel gruppo polipillola miglioravano anche la Sbp (-2,6 mm Hg) e i livelli di Ldl-C (-4,2 mg / dL). Ma in un editoriale John Michael Gaziano, professore di medicina alla Harvard Medical School di Boston e Associate Editor di Jama getta acqua sul fuoco: «Nonostante i risultati positivi, il vantaggio della polipillola rispetto alle cure tradizionali resta da dimostrare. Finché non saranno disponibili dati incontrovertibili sull’argomento, può essere importante valutare con attenzione i farmaci multipli attualmente prescritti, eliminando quelli con benefici marginali».

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