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Farmaci e dintorni

19 Novembre 2013

Metà dose di primachina è già efficace contro la trasmissione della malaria


Secondo i risultati di uno studio della London school of hygiene & tropical medicine (Lshtm), pubblicati su The Lancet Infectious Diseases, dosi dell’antimalarico primachina inferiori a quelle normalmente usate sono egualmente efficaci nel prevenire la trasmissione della malaria. Una buona notizia per tutti, perché ridurre le dosi significa ridurre gli effetti collaterali, e in particolare per i pazienti affetti da deficit di glucosio 6-fosfato deidrogenasi (G6pd), un disturbo ereditario frequente proprio nei Paesi in cui la malaria è endemica, che prima non potevano beneficiare totalmente dell’efficacia di questo farmaco. La primachina è un’opzione importante nell’eliminazione della malaria perché agisce a livello dei gametociti, interrompendo quindi il ciclo di trasmissione del parassita, ma a dosi standard può ridurre la conta eritrocitaria nei soggetti con il deficit enzimatico e per questo motivo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ne ha limitato l’impiego raccomandando di ridurre la dose standard da 0,75 a 0,25 mg/kg «anche se finora nessuno aveva formalmente valutato l’efficacia di dosi così basse» ha sottolineato Alice Chi Eziefula, Wellcome Trust clinical research fellow presso la Lshtm, che ha corrodi nato lo studio inglese. La ricerca ha avuto luogo in Uganda su un gruppo di bambini senza il deficit enzimatico, curati con un antimalarico da solo o insieme a una di tre differenti dosi di primachina. Ai successivi controlli delle forme gametocitiche i ricercatori hanno verificato che la dose di 0,40 mg/kg (metà di quella standard) era già sufficiente a ridurre il potenziale infettivo dei bambini. Ora non resta che testare l’efficacia anche della dose minima raccomandata dall’Oms (0,25 mg/kg): prima in soggetti sani e poi in quelli con il deficit di G6pd. Intanto questa informazione significa già molto perchè, come ha concluso Moses Kamya, co-autore e professore all’Infectious disease research collaboration di Kampala, «la primachina potrà essere inserita nei programmi di controllo della malaria nelle aree endemiche in Africa». (E.L.)

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