Farmaci e dintorni
29 Gennaio 2014Secondo una revisione condotta negli Stati Uniti, gli integratori vitaminici specifici per l''infanzia in alcuni cadi contengono dosi delle singole vitamine più elevate del fabbisogno quotidiano raccomandato (rda) con potenziali effetti dannosi. La revisione delle etichette, effettuata da Michael M. Madden e G. Elliott Cook del Lake Erie college of osteopathic medicine school of pharmacy, (Erie, Pennsylvania) ha coinvolto quasi 200 supplementi dietetici riscontrando in molti prodotti commercializzati negli Usa quantità diverse da quanto dichiarato. Gli autori, che hanno pubblicato i loro risultati su Jama pediatrics, hanno selezionato prodotti per neonati (sotto i 12 mesi) e per bambini da 1 a 4 anni, eppure molti di essi contenevano dosi di vitamine superiori alla rda per quelle fasce d’età. Per esempio nei prodotti per bambini c’era una quantità di vitamina A, tiamina e riboflavina 3 volte maggiore di quella raccomandata, la vitamina C era addirittura 5 volte superiore la sua rda, 9 volte la biotina. La vitamina D era l’unica il cui contenuto corrispondeva o era inferiore alla rda, sia nei prodotti per i neonati che in quelli per i bambini. Se è subito evidente il pericolo legato alle vitamine liposolubili, che si accumulano l’organismo, va considerato comunque che l’organismo immaturo di neonati e bimbi di quell’età potrebbe avere difficoltà a gestire eventuali eccessi anche di quelle idrosolubili. Sull’argomento si è pronunciata l’American academy of pediatrics (Aap) consigliando ai genitori di parlare prima con il pediatra per saper se i loro figli necessitano di assumere dei supplementi oppure no. Infatti, i bimbi che seguono una dieta bilanciata dovrebbero già assumere adeguate quantità della maggior parte delle vitamine, e non avere bisogno di integratori. Può essere, invece, che un bambino necessiti di una specifica integrazione, magari perché ha abitudini alimentari troppo selettive. In ogni caso, visiti anche i risultati dello studio di Erie, non conviene affidarsi alle posologie suggerite in etichetta, meglio discutere opportunità e dosi con il pediatra. Nel frattempo l’unica raccomandazione dell’Aap, valida per neonati, bambini e adolescenti riguarda la vitamina D: l’apporto giornaliero deve essere pari a 400 unità internazionali. (E.L.)
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