Farmaci e dintorni
19 Febbraio 2014La sigaretta elettronica (e-cig) potrebbe diventare un valido alleato nella lotta al tabagismo convenzionale, non prima però di aver dimostrato la sua innocuità e messo in guardia sui rischi legati all''impiego delle miscele di nicotina. A sollevare la questione è stata la pubblicazione di uno studio condotto dal Centro antiveleni dell''Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, svolto in collaborazione con l''Istituto superiore di sanità (Iss) e l''Università la Sapienza di Roma, sui preparati per le sigarette elettroniche contenenti nicotina in soluzione (concentrazioni comprese tra 6 e 26 mg/mL).
Presente nelle foglie di tabacco e in alcune piante della famiglia delle Solanacee, la nicotina è un potente veleno naturale. All''aspetto è un liquido incolore che viene rapidamente assorbito dalla cute e dalle mucose e che, se ingerito o inalato, può causare intossicazioni più o meno gravi in base alle dosi. Proprio in seguito alla crescente richiesta di consulenza per alcuni casi di esposizione a preparati di nicotina per sigarette elettroniche, il Centro antiveleni del Niguarda ha attivato un servizio di sorveglianza raccogliendo dati dal primo gennaio 2010 a giugno 2012. Durante questo periodo sono stati registrati 172 casi di intossicazione (1 caso per anno nel 2010 e 2011, 41 casi nel 2012, 129 nei primi sei mesi del 2013); la maggior parte dei soggetti era maschio, di età compresa tra 20 e 49 anni, vittima di esposizione accidentale per la perdita di miscela di nicotina dalla sigaretta elettronica, ma 28 pazienti avevano un''età inferiore a 5 anni e avuto accesso in maniera incontrollata al contenitore. In altri circostanze si è invece verificato uno scambio della miscela di ricarica con un farmaco in gocce.
Ingestione e contatto con le mucose orali sono stata le vie di intossicazione più frequenti; i sintomi, comparsi nel 36 per cento dei casi, includevano irritazione orofaringea e oculare, nausea, vomito, iperventilazione e iperemia. Nelle conclusioni dello studio i ricercatori sostengono che l’elevata proporzione di incidenti causata dalla perdita di liquido dalla sigaretta elettronica esorta a una verifica accurata del funzionamento degli articoli in commercio. Inoltre, occorrerebbe adottare chiusure di sicurezza a prova di bambino e modificare i contenitori delle miscele per evitare di scambiarli con i farmaci in gocce.
Il tema è di stretta attualità: la settimana scorsa, il 13 febbraio, l''Istituto superiore di sanità ha organizzato un convegno sulla sicurezza della sigaretta elettronica e i criteri di controllo. Sono circa 500.000 italiani che usano regolarmente le e-cig e si fa sempre più pressante la richiesta di una regolamentazione condivisa a livello europeo perché ci sono Paesi che contrastano le sigarette elettroniche e altri che le classificano come farmaci. In Italia, il 23 ottobre scorso è stato modificato il Decreto che equiparava questi prodotti agli altri articoli del tabacco. La nuova normativa, pur mantenendo il divieto di fumare negli edifici scolastici e la proibizione alla vendita ai minori di 18 anni, riapre la questione della classificazione in attesa dei risultati di uno studio avviato dall''Iss presentato durante il convegno.
Marvi Tonus
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