Farmaci e dintorni
11 Settembre 2014Il consumatore italiano di integratori alimentari (compresi quelli a base d'erbe) può stare tranquillo per la sua salute in quanto le norme nazionali e comunitarie che regolano la sicurezza di questi prodotti sono diverse da quelle degli Stati Uniti. Questo, in sintesi, il messaggio-di una nota stampa diramata da FederSalus (Associazione nazionale produttori prodotti salutistici) in seguito alla diffusione dei risultati di uno studio condotto negli Usa pubblicato su Hepatology nel quale si riportavano casi di epatotossicità correlati a integratori. FederSalus ha ritenuto di «fornire alcune precisazioni» sull'argomento «per evitare di evitare di generare confusione e allarmismo». Il primo concetto sottolineato nella nota è che «gli integratori alimentari/integratori a base vegetale sono alimenti (...) e per la loro immissione in commercio è obbligatorio notificare l'etichetta del prodotto al Ministero della salute che svolge un'attività di controllo e può richiedere documentazione a supporto della sicurezza d'uso del prodotto (...)». Il secondo punto è che «la sicurezza degli integratori è garantita da norme nazionali ed europee: la produzione avviene in stabilimenti specificatamente autorizzati e sotto il controllo di un responsabile della qualità. La sicurezza è la premessa ineludibile per commercializzare qualsiasi integratore le cui sostanze sono sicure perché hanno maturato (...) una storia pluriennale di consumo. Nel caso contrario non potrebbero essere impiegate; sarebbero cioè dei novel foods, oggetto di specifica autorizzazione comunitaria». «Sulla base di queste considerazioni» prosegue il documento «è importante sottolineare che l'epatotossicità non è da ricondurre ai prodotti in sé, a meno che non si tratti di prodotti commercializzati al di fuori delle regole o utilizzati in modo scorretto da parte dei consumatori come peraltro può avvenire nel caso di farmaci». Per questo, sottolinea la nota «FederSalus è quindi da sempre impegnata nel divulgare un'informazione equilibrata e corretta sul piano scientifico sia agli operatori del settore (compresi medici e farmacisti), sia alla pubblica opinione sull'utilizzo razionale e appropriato degli integratori alimentari».
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