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Farmaci e dintorni

31 Ottobre 2014

Pseudoefedrina, nuove informazioni di sicurezza per i farmaci che la contengono


Sono stati aggiornati i fogli illustrativi e le etichettature esterne di tutti i farmaci contenenti il principio attivo pseudoefedrina, sostanza vietata per il doping. Insieme alle aziende produttrici lo comunica, con una Nota Informativa Importante, l'Agenzia italiana del farmaco, che richiama l'attenzione degli operatori sanitari in merito alle nuove informazioni di sicurezza relative ai medicinali contenenti questa ammina simpatomimetica. Come previsto infatti dalla Legge 376/2000 e successive modifiche e integrazioni, la pseudoefedrina è inclusa nella Lista Sostanze Proibite in competizione: S6-Stimolanti, "Stimolanti specificati" ed è proibita quando la sua concentrazione nelle urine è superiore a 150 microgrammi per millilitro. I fogli illustrativi sono stati aggiornati con la frase: "Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping". Invece, sulle etichettature esterne, la nuova frase riportata è: "Si raccomanda pertanto di far presente a chi svolge attività sportive di prestare particolare attenzione all'utilizzo di medicinali contenenti il principio attivo pseudoefedrina, sostanza vietata per il doping". I medicinali interessati sono per automedicazione e non è quindi necessaria alcuna ricetta medica per essere dispensati.La pseudoefedrina cloridrato vi è contenuta in associazione a diversi altri principi attivi: cetirizina, destrometorfano cloridrato, ibuprofene, paracetamolo e triprolidina cloridrato. Le indicazioni sono svariate: dal trattamento sintomatico delle riniti allergiche come decongestionanti della mucosa nasale, al trattamento sintomatico della tosse e delle affezioni congestizie delle prime vie respiratorie; e poi dolori, febbre, mal di gola e mal di testa. L'Aifa coglie l'occasione per «ricordare a tutti i medici e farmacisti l'importanza della segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego».

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