Fans negli infartuati in terapia antitrombotica aumentano rischio di sanguinamento
Nei pazienti in terapia antitrombotica dopo un attacco di cuore, l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) si associa a un aumentato rischio emorragico, di eventi cerebrovascolari acuti e morte cardiovascolare anche dopo un trattamento a breve termine. Ecco, in sintesi, quanto emerge da uno studio pubblicato su Jama e coordinato da Anne-Marie Schjerning Olsen del Copenhagen university hospital a Hellerup in Danimarca. «Le attuali linee guida raccomandano che ai pazienti colpiti da infarto miocardico deve essere prescritta per i primi 12 mesi una terapia antitrombotica doppia con aspirina e clopidogrel, seguita da un solo farmaco» esordisce l'autrice, precisando che sebbene le probabilità di sanguinamento da antitrombotici aumentino con tutti i Fans, alcuni di essi come l'ibuprofene possono ostacolare l'effetto antiaggregante dell'aspirina aumentando il rischio cardio- e cerebrovascolare. Così Schjerning Olsen e colleghi hanno esaminato il rischio di eventi acuti tra i pazienti con pregresso infarto miocardico trattati usando i dati dei registri nazionali danesi tra il 2002 e il 2011 relativi a 61.971 pazienti di età media 68 anni trattati con antitrombotici, di cui il 34% ha avuto almeno una prescrizione di Fans. E l'analisi dei dati indica che questi ultimi raddoppiano il rischio di sanguinamento e aumentano quello cardiovascolare, indipendentemente dal trattamento antitrombotico in corso, dal tipo di Fans utilizzato o dalla durata della sua assunzione. E in un editoriale David Moliterno della University of Kentucky a Lexington, commenta: «L'evidenza disponibile ci ricorda che i Fans possono favorire una qualità di vita soddisfacente, ma sottolinea che tra i pazienti con infarto miocardico recente il loro uso rischia di scatenare significativi sanguinamenti e di aumentare il rischio ischemico». E conclude: «Dato che lo studio ha monitorato solo i Fans assunti mediante prescrizione, è possibile che l'effetto sia ancora maggiore nei paesi, tra cui gli Stati Uniti, dove gli antinfiammatori non steroidei sono ampiamente disponibili come farmaci da banco».
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Cereus bonplandii (Harrisia bonplandii) è un cactus originario del Gran Chaco sudamericano, noto in omeopatia per il suo impiego nei disturbi cardiovascolari e nelle nevralgie. Dalle caratteristiche...