Farmaci e dintorni
20 Marzo 2015Nel China stroke primary prevention trial (Csppt), uno studio condotto su oltre 20.000 adulti ipertesi senza storia di ictus o eventi cardiaci, l'uso combinato dell'antipertensivo enalapril e di acido folico, rispetto all'enalapril da solo, ha dimostrato di ridurre il rischio di ictus. «Dato che l'ictus è la seconda causa di morte nel mondo, la prevenzione primaria è importante, anche se non è chiaro il ruolo preventivo dei folati» spiega Yong Huo, ricercatore all'Università di Pechino e primo firmatario dell'articolo pubblicato su JAMA. Gli autori hanno selezionato 20.702 adulti ipertesi senza pregressi ictus o infarti, assegnandoli in modo casuale ad assumere giornalmente una compressa con enalapril 10 mg e acido folico 0,8 mg (10.348 soggetti) o enalapril 10 mg da solo (10.354 soggetti). Lo studio si è svolto da maggio 2008 ad agosto 2013 in 32 comunità nelle province cinesi di Jiangsu e Anhui, e tutti i partecipanti sono stati testati per le variazioni di un gene (genotipi CC, CT e TT) che possono influenzare i livelli di folati. Nei 4,5 anni di follow-up, un ictus si è verificato nel 2,7% dei partecipanti in terapia combinata e nel 3,4% dei soggetti trattati con enalapril, con una riduzione del rischio relativo pari al 21%. «A giudicare da questi risultati, pensiamo che anche nei paesi in cui è diffuso l'utilizzo di integratori a base di acido folico come gli Stati Uniti e il Canada, ci potrebbe essere spazio per ridurre ulteriormente l'incidenza di ictus mirando la terapia con folati nei soggetti con genotipo TT e livelli bassi di acido folico» concludono gli autori. E in un editoriale di accompagnamento Walter Willett della Channing division of network medicine di Boston commenta: «Questi dati hanno importanti implicazioni per la prevenzione dell'ictus nel mondo. Anche se i partecipanti allo studio erano ipertesi, non c'è ragione di dubitare che i risultati sarebbero simili nei normotesi, seppure con effetto minore. La supplementazione di folati, sicura e poco costosa, potrebbe portare enormi benefici potenziali ai miliardi di persone con bassi livelli di acido folico che vivono in Cina settentrionale, Bangladesh e Scandinavia».
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