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Farmaci e dintorni

22 Maggio 2015

Probiotici per celiaci, Usa: in molti prodotti è presente glutine


Le persone affette da celiachia usano spesso integratori a base di probiotici e chi consuma questi prodotti tende a sperimentare più spesso i sintomi della malattia. Questi dati, verificati l'anno scorso da ricercatori della Columbia University, vengono ora spiegati dagli stessi studiosi da una nuova evidenza: oltre la metà degli integratori di probiotici più venduti contengono glutine, presente anche in quelli che l'indicazione "gluten-free" sull'etichetta e indipendentemente dal costo del prodotto. «Ciò suggerisce che le persone con celiachia dovrebbero essere caute nell'assumere integratori di probiotici» afferma Peter H. Green, direttore del Celiac Disease Center della Columbia University a New York e autore dello studio, presentato a Washington, durante la Digestive Disease Week 2015. «Perché ci sono aziende che mettono grano, orzo o segale negli integratori di probiotici?» si chiede Green. «Le persone usano questi prodotti naturali per mantenersi in buona salute, ma il settore è regolamentato molto male». Del resto, ampi studi e ricerche hanno indicato che gli integratori spesso non contengono ciò che è riportato in etichetta. Quasi un quarto dei pazienti celiaci usano integratori di probiotici: ciò non sorprende essendo ampiamente reclamizzati per la salute dell'apparato digerente. «Gli studi dimostravano che i pazienti che li assumono riferiscono una migliore qualità della vita ma, paradossalmente, anche più gonfiore, crampi, movimenti irregolari intestinali e altri sintomi della malattia celiaca» sottolinea Benjamin Lebwohl, epidemiologo al Celiac Disease Center. Per capire le ragioni del fenomeno Lebwohl e Green hanno acquistato, tramite diverse catene di distribuzione nazionali, 22 dei più venduti integratori a base di probiotici, sottoponendoli a cromatografia liquida con spettrometria di massa. Si è visto che 12 di questi supplementi - ossia il 55% - conteneva livelli rilevabili di glutine (8 riportavano la dicitura "gluten-free"). Secondo la Fda, per qualificarsi come "senza glutine", un prodotto deve contenere meno di 20 parti per milione della proteina e questo studio ha in realtà rilevato che la maggior parte degli integratori risultati positivi al glutine contenevano livelli inferiori alla soglia Fda. «Questo però non è rassicurante» sostiene Green «perché una persona che ingerisce più di una capsula al giorno potrebbe accumulare livelli elevati di glutine» con possibili danni. Inoltre, aggiunge, il grado di tolleranza interindividuale è variabile e «alcune persone possono essere molto sensibili anche a livelli inferiori a 20 parti per milione di proteina».

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