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Farmaci e dintorni

29 Gennaio 2016

Integratori, FederSalus traccia mappa della filiera italiana e punta sui mercati esteri


Investono in ricerca e innovazione, contribuendo all'evoluzione complessiva del sistema economico e sociale del Paese, ma il loro valore non è realisticamente percepito. Sono le aziende, di varie dimensioni, che compongono la filiera degli integratori alimentari. Su di esse il Centro studi FederSalus (Associazione nazionale produttori e distributori prodotti salutistici) ha condotto un'indagine volta a colmare il gap informativo, denominata "Primo osservatorio della filiera italiana dell'integratore alimentare", i cui risultati sono stati presentati in un incontro a Milano. La survey - effettuata mediante questionario online - ha coinvolto 108 tra le aziende associate, che si occupano delle materie prime (18%), della trasformazione del prodotto finito (20%) o della commercializzazione del prodotti a marchio (62%).

Dall'elaborazione dei dati raccolti è stato stimato un fatturato complessivo degli integratori alimentari del valore di oltre 1 miliardo di euro, con un incremento del 9% nell'ultimo anno rispetto al precedente, fortemente sostenuto dall'aumento dei volumi produttivi soprattutto per le piccole e medie imprese. Non a caso gli integratori alimentari - venduti nel 92,1% dei casi in farmacia - rappresentano la seconda quota di mercato dopo il farmaco etico. «Significativamente positivo è poi l'andamento dell'occupazione» afferma Marco Fiorani, presidente FederSalus «con una crescita del 51% nel 2015, in controtendenza rispetto alla crisi». Sotto il segno del 'toro' anche il fronte dell'internazionalizzazione, driver fondamentale per la crescita: il 58% delle aziende ha aumentato il fatturato estero che, in totale, si attesta a 190 milioni di euro. «Per quanto riguarda l'orientamento futuro degli investimenti» specifica Fiorani «si confermano strategiche le aree: innovazione di prodotto, assicurazione qualità, internazionalizzazione ed export». Proprio la rilevanza di quest'ultimo dato ha ispirato un nuovo programma in partnership tra FederSalus e Bologna Fiere, denominato "Nuce health world expo", un circuito internazionale dedicato alle imprese del settore che desiderano sviluppare una presenza in mercati esteri: la prima tappa è a Bologna, il 17 e 18 marzo, poi seguiranno, nel corso dell'anno, Las Vegas, New York e Hong Kong. «Abbiamo concepito questo nuovo format per fare sistema ed esportare all'estero l'eccellenza della filiera produttiva degli integratori alimentari, che può vantare i più alti standard di sicurezza e qualità dei prodotti» afferma Roberto Valente, di Bologna Fiere. In effetti, il mercato italiano degli integratori è il più grande d'Europa e FederSalus sta sviluppando progetti finalizzati di "visioning" con Kpmg, network di servizi professionali alle imprese, per aiutare le aziende ad anticipare i trend-chiave del settore e affrontare in modo proattivo i nuovi scenari del mercato.

«Le aziende che parteciperanno a questa iniziativa» spiega Luca Pinto di Kpmg Italia, settore Life Sciences «avranno il vantaggio di aderire a un progetto in cui condividere non solo numeri e modelli ma anche un percorso per governare al meglio le opportunità e i rischi del mercato degli integratori. Come? Valutando elementi come l'evoluzione del contesto normativo, la sinergia pharma-food, la relazione tra farmacie, il marketing. Tutto questo nell'ambito di un progetto costante di innovazione all'interno di FederSalus».

Marco Fiorani evidenzia infine che l'integratore, pur giocando un ruolo leader in ambito healthcare «si muove all'interno di un quadro regolatorio ancora acerbo e poco rappresentativo della domanda e dell'offerta, che richiede parametri e regole chiare ma anche coerenti con la natura e la destinazione d'uso dei prodotti. Le evidenze del nostro Centro studi saranno uno strumento molto importante per migliorare la consapevolezza dei decision makers in questa direzione». A Bruxelles si stanno per prendere decisioni molto importanti nel settore (mettendo mano tra l'altro all'annosa problematica delle contraddittorie regole per l'applicazione degli 'health claims') che potranno influire profondamente sul mercato.

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