Login con

Farmaci e dintorni

18 Aprile 2016

Inibitori di pompa protonica, uso prolungato può portare a danni renali


L'uso a lungo termine di farmaci contro l'acidità gastrica può aumentare il rischio di danno renale. È quanto risulta da una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sul "Journal of american society of nephrology". In particolare i ricercatori - guidati da Ziyad Al-Aly, del Clinical epidemiology center presso il Va Saint Louis health care system - fanno riferimento agli inibitori di pompa protonica (Ppi o prazoli), alcuni dei quali acquistabili in farmacia senza obbligo di prescrizione medica. Per tali farmaci gli autori consigliano ai pazienti l'assunzione solo quando medicalmente necessaria e per un tempo non troppo prolungato.

Era già stata descritta l'associazione tra uso di Ppi e il rischio di nefrite interstiziale acuta ma non era noto se l'esposizione ai Ppi fosse associata all'incidenza di nefropatia cronica (Ckd), alla sua progressione o alla malattia renale all'ultimo stadio. Per verificare queste eventualità Al-Aly e colleghi hanno fatto uso delle banche dati nazionali del Department of veterans affairs per costruire una coorte principale di nuovi utilizzatori di Ppi (n = 173.321) e una di nuovi utilizzatori di antagonisti dei recettori H2 dell'istamina (H2-antagonisti; n = 20.270) - classe alternativa di farmaci antiacidi qui usati per creare un gruppo controllo. Questi pazienti sono stati poi seguiti per un periodo di 5 anni per accertare gli outcome renali. Al follow-up il gruppo Ppi, rispetto al gruppo H2-antagonisti, ha fatto registrare un aumento del rischio di ridotta funzionalità renale (eGfr <60 ml/min per 1,73 m2) e di Ckd rispettivamente del 22% e 28%.

I pazienti trattati con Ppi hanno inoltre evidenziato un rischio significativamente incrementato (del 53%) di raddoppio della creatinina sierica, oltre a un rischio maggiore del 32% di declino dell'eGfr>30%, fino ad arrivare a un aumento del 96% del rischio di malattia renale all'ultimo stadio (insufficienza renale). Da notare come lo studio abbia rilevato un'associazione graduale tra durata dell'esposizione ai Ppi e il rischio di outcome renali tra i soggetti esposti a questi farmaci per periodi compresi fra 31e 90 giorni oppure 91 e 180, 181 e 360 o 361 e 720 rispetto ai pazienti esposti per periodi pari o inferiori a 30 giorni. In altre parole, i soggetti che avevano assunto PPI per periodi di tempo più lunghi avevano maggiori probabilità di avere problemi renali. «I nostri risultati suggeriscono che l'esposizione a PPI si associa ad aumento del rischio di Ckd, progressione di Ckd e malattia renale all'ultimo stadio» è la conclusione degli autori. L'allarme principale, però, consiste nel fatto che «molti pazienti che iniziano a prendere PPI per una precisa condizione medica, continuano l'assunzione molto più a lungo del necessario». È questo, in fondo, il messaggio-chiave rispetto al quale i ricercatori mettono in guardia a un tempo medici e pazienti.

(A.Z.)

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

28/12/2019

Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...

27/12/2019

La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...

27/12/2019

Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...

A cura di Lara Figini

27/12/2019

Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

EVENTI

AZIENDE

Per il benessere della pelle

Per il benessere della pelle

A cura di Alfasigma

La Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di raccogliere negli anni 2025, 2026 e 2027 i dati relativi alla presenza del nichel in alimenti e acqua per definire i nuovi livelli massimi...

A cura di Francesca De vecchi - Tecnologa alimentare

 
chiudi

©2024 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Via Spadolini, 7 - 20141 Milano (Italy)

Top