Farmaci e dintorni
04 Luglio 2016Mentre la Camera si prepara, il prossimo 25 luglio, alla discussione sulla proposta di legge (3235) sulla cannabis libera, nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (Scmf) di Firenze è tutto pronto per la raccolta di quella per scopi terapeutici: si tratta dei primi 10 chili, a fronte di un fabbisogno di 100 stimato dal ministero della Salute. Nelle farmacie i flaconi di cannabis terapeutica dovrebbero essere disponibili da agosto. Sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, glaucoma, malattie neoplastiche, sono alcune delle patologie nelle quali i preparati a base di cannabis è stato dimostrato siano molto efficaci e con un rapporto rischio-beneficio nettamente a favore di quest'ultimo.
E c'è chi ritiene che il suo potenziale si estenda anche a diverse altre malattie, dal morbo di Parkinson all'epilessia fino ad alcuni tumori. Tutta la cannabis coltivata, prenderà la strada della distribuzione per fare fonte alle esigenze di un numero di pazienti stimati tra i 600 e i 900 mila. In prima linea, medici e farmacie, dove i flaconi di cannabis terapeutica dovrebbero essere disponibili da agosto. Le farmacie potranno richiedere la cannabis a uso terapeutico, che distribuiranno ai pazienti muniti della prescrizione del proprio medico. La normativa varia da Regione a Regione e, nel caso non sia previsto il rimborso da parte del servizio sanitario, il costo (circa 22 euro al grammo, in linea il costo della cannabis importata dall'Olanda e utilizzata dal 2013, da quando cioè è divenuto legale l'utilizzo a scopi terapeutici della sostanza) rimane a carico del paziente. Un ulteriore passo in avanti, insomma, nel percorso avviato con l'accordo di collaborazione del 18 settembre 2014 tra i ministeri della Salute e della Difesa e poi allargato al ministero delle Politiche agricole, per dare vita a un progetto finalizzato a produrre marijuana per usi terapeutici, con adeguate caratteristiche qualitative e titolo certificato. Ma sul fabbisogno totale di cannabis per uso terapeutico, le cose non sono così chiare e molto dipenderà dal favore che incontrerà presso i medici, dalle indicazioni più o meno restrittive che le singole regioni porranno per il rimborso e dal costo finale per il paziente. Anche la proposta di legge che arriverà il 25 luglio alla Camera contiene un passaggio sull'uso terapeutico prevedendo che sarà «consentita la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa derivati in quantità maggiori di quelle previste, previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima». Il medico dovrà quindi indicare «dose prescritta, posologia e patologia per cui è prescritta la terapia a base di delta-9-tetraidrocannabinolo (Thc)».
Rossella Gemma
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