Acne e antibiotici orali, dermatologi Uk denunciano l’uso improprio
I pazienti britannici affetti da acne assumono antibiotici orali in modo eccessivo e improprio, nonostante le crescenti preoccupazioni riguardo all'antibiotico-resistenza: lo affermano i medici della British Association of Dermatologists che hanno lanciato l'allarme in occasione del loro congresso annuale, che si è recentemente tenuto a Birmingham. Lo mette in evidenza una comunicazione dell'Aifa sul proprio sito. L'evidenza è emersa da una revisione retrospettiva condotta su 928 pazienti, secondo cui il trattamento antibiotico prima del ricorso a terapie dermatologiche mirate si è protratto mediamente per 195 giorni (circa sei mesi e mezzo) arrivando in un caso a quasi sette anni. Si tratta di una palese contraddizione con quanto viene affermato nelle stesse linee guida inglesi, redatte dal National insitute for health and care excellence (Nice), che consigliano la prescrizione di antibiotici per un periodo massimo di tre mesi, prima di indirizzare il paziente alle cure di un dermatologo specialista. Qualora la terapia abbia effetti positivi, la durata può essere prolungata fino a quattro-sei mesi ma non oltre. Ma sono gli stessi autori della revisione ad aver verificato, in un secondo studio, che la consultazione delle linee guida da parte dei medici non è affatto un'abitudine consolidata. L'indagine, che ha coinvolto 1.227 professionisti, ha mostrato che solo pochi di loro le utilizzano come riferimento frequente: il 15% dei dermatologi e in percentuale ancora più basse (fino al 3%) i medici di medicina generale, tanto che la British Association of Dermatologists suggerisce di riflettere sull'impatto delle linee guida sulle abitudini prescrittive dei medici britannici.
La dottoressa Alison Layton e il team di dermatologi autori dello studio ricordano che la somministrazione di antibiotici per periodi eccessivamente lunghi è pericolosa per due ragioni fondamentali. Intanto, questa abitudine può favorire la comparsa di forme resistenti di Propionibacterium acnes, il batterio che, essendo implicato nell'acne, la rende più difficile da trattare; in secondo luogo l'utilizzo di antibiotici orali è ritenuto pericoloso anche per lo sviluppo di altri batteri, pur non direttamente collegati a questa patologia.
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