Farmaci e dintorni
27 Luglio 2016Nelle strutture ospedaliere si registra un calo degli aborti, ma se secondo la Camera del Lavoro di Brescia il dato dipende da un uso improprio di misoprostolo, farmaco indicato per la prevenzione delle ulcere gastriche, dall'Altra l'Associazione dei ginecologi ospedalieri sostiene che non c'è una disponibilità del farmaco fuori delle regole. A mettere in discussione la denuncia sull'aumento dell'abuso del farmaco lanciata dalla Cgil sulla stampa locale «che riguarderebbe oltre 15mila donne gravide» è Vito Trojano, che tratteggia uno scenario che ridimensiona il ruolo del misoprostolo precisando che la disponibilità del farmaco al di fuori delle regole ufficiali non dovrebbe proprio esserci in quanto la distribuzione è strettamente regolamentata e ha scopi ben precisi: «I farmacisti non dovrebbero venderlo senza ricetta medica specialistica e tanto meno è immaginabile che i medici possano prescriverlo con indicazione diversa da quella prevista».
E sulla diminuzione delle interruzioni di gravidanza, dà spiegazioni differenti: «È stata fatta e si sta facendo una campagna nazionale di informazione sulla fertilità della donna e io stesso ho partecipato a stilare il piano nazionale fertilità che è facilmente accessibile sul sito del ministero; inoltre l'Aogoi sta lavorando in funzione del 22 settembre, proclamato giornata dedicata alla fertilità della donna, o fertility day; tutto questo porta anche a un'attenzione verso una contraccezione consapevole, come filtro per gravidanze indesiderate oltre che per malattie sessualmente trasmesse». In altri termini, le interruzioni di gravidanza si starebbero riducendo «per effetto di un'informazione più corretta ed estesa, sia a livello della popolazione generale che dei medici di base». Quanto all'obiezione di coscienza e alla difficoltà per le donne di abortire in strutture pubbliche, Trojano torna sul conflitto con il Comitato europeo dei diritti sociali: «Diceva che non avevamo ginecologi non obiettori sufficienti per le richieste ma ha fatto marcia indietro e noi abbiamo dimostrato ampiamente il contrario».
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