Terapia con statine: Lancet pubblica revisione su rischi e benefici
Secondo un articolo di revisione pubblicato su The Lancet e firmato da un pannello di esperti coordinati dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, i benefici della terapia con statine sono stati sottovalutati e i danni esagerati a causa di uno scorretto riconoscimento dei pro e dei contro del trattamento emersi dai precedenti studi randomizzati. «La ricerca sulle statine, in corso da oltre 30 anni, ha generato una grande quantità di dati da un'ampia popolazione di pazienti» esordisce il primo autore Rory Collins, del Nuffield Department of Population Health alla University of Oxford (Regno Unito), aggiungendo che la revisione su The Lancet spiega come interpretare correttamente le prove attualmente disponibili sull'efficacia e la sicurezza della terapia con questi farmaci. «In sintesi la riduzione del colesterolo di 2 mmol/l - circa 35 mg/dl - ottenuta con una efficace terapia con statine a basso costo come per esempio atorvastatina 40 mg al giorno per cinque anni su 10.000 pazienti sarebbe in grado di prevenire gli eventi cardiovascolari sia in 1.000 persone con malattie vascolari preesistenti (prevenzione secondaria), sia in 500 persone a rischio aumentato per l'età o la presenza di ipertensione o diabete, ma che non hanno ancora avuto un evento vascolare (prevenzione primaria).
Per contro, la terapia potrebbe causare 5 casi di miopatia, una patologia rara che comporta astenia muscolare e mialgie accompagnate da un aumento della creatinchinasi nel sangue, che può aggravarsi fino alla rabdomiolisi se la terapia con la statina non viene sospesa. «Altri possibili eventi avversi potrebbero essere 5-10 ictus emorragici, 50-100 nuovi casi di diabete e fino a 50-100 casi di dolori muscolari» osserva Liam Smeeth, coautore in forza alla London School of Hygiene & Tropical Medicine. Secondo gli autori le statine sono farmaci efficaci e sicuri con un ruolo fondamentale nel prevenire le malattie cardiovascolari, che sono la principale causa di morbilità e di mortalità in tutto il mondo. Conclude Collins: «Anche se ulteriori ricerche potranno identificare piccoli effetti benefici o avversi aggiuntivi, è improbabile che i loro risultati modifichino in modo significativo l'attuale rapporto tra benefici e rischi del trattamento con statine».The Lancet 2016. doi: 10.1016/S0140-6736(16)31357-5
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