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Farmaci e dintorni

21 Febbraio 2017

Fibroma uterino, ulipristal acetato disponibile in Italia. Gli esperti: evita chirurgia


Approvato in Italia l'utilizzo prolungato di ulipristal acetato 5mg, terapia medica specifica per il trattamento a lungo termine del fibroma uterino. La novità terapeutica, rimborsata dal Ssn, rappresenta un nuovo capitolo nella cura della patologia, consentendo di sovvertire l'attuale approccio terapeutico, prevalentemente chirurgico, con un impatto rilevante sia sulla salute della donna sia sulla spesa sanitaria. Sono questi i principali dati emersi nel corso della conferenza stampa promossa da Gedon Richter, azienda produttrice del farmaco, commercializzato col nome di Esmya. La terapia «offre alle donne la possibilità di tenere a bada il fibroma a lungo termine ed evitare, salvo particolari casi, l'intervento chirurgico, in particolar modo quello demolitivo» ha sottolineato Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia medica, Ospedale Resnati di Milano. «Ulipristal acetato è un modulatore selettivo del progesterone» continua la ginecologa «che ha dimostrato in studi recenti di essere molto rapido nel controllo del sanguinamento (in oltre il 90% delle donne, con un tempo medio di 5 giorni) e nella riduzione del volume del fibroma, con un alto profilo di sicurezza e tollerabilità. Il farmaco permette alla donna di avere un perfetto e persistente controllo sulla malattia, anche durante la sospensione della terapia» aggiunge Graziottin. Ulipristal acetato si assume per tre mesi, con una pausa di due, e si ripete per altri tre ma la terapia con l'approvazione per uso esteso si può prolungare per altri due cicli di tre mesi con un intervallo di due. In pratica, si fanno fino a 18 mesi di cura, tra cicli attivi (quattro, di tre mesi l'uno) e pause intercorrenti (tre, di due mesi l'una). Notevoli i vantaggi prospettati anche sul fronte economico. Come dimostrato da un recente studio farmaco-economico «la riduzione del ricorso alla chirurgia» spiega Roberto Ravasio, economista sanitario, «resa possibile dal controllo prolungato dei sintomi dei fibromi grazie a ulipristal acetato, è in grado di incidere sensibilmente sui costi a carico del Ssn, con risparmi stimati fino a 26 milioni di euro in un anno».

Marco Malagutti

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