Farmaci e dintorni
28 Febbraio 2017È disponibile anche in Italia il primo e unico vaccino diretto contro nove tipi di Papillomavirus umano. Il 21 febbraio è stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di riclassificazione in classe H di Gardasil 9, indicato per prevenire con efficacia ancora maggiore le lesioni precancerose, i tumori che colpiscono il collo dell'utero, la vulva, la vagina, l'ano e i condilomi genitali causati dai 9 tipi di Hpv in adolescenti maschi e femmine a partire dai 9 anni di età. La vaccinazione anti-Hpv è, infatti, stata estesa ai maschi adolescenti dal nuovo Piano nazionale di Prevenzione vaccinale 2017-2019, incluso nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). «Il dodicesimo anno di vita - riporta il nuovo Piano nazionale Prevenzione vaccinale - è l'età preferibile per l'offerta attiva della vaccinazione anti-Hpv a tutta la popolazione (femmine e maschi). Sulla base delle nuove e importanti evidenze scientifiche, infatti, la sanità pubblica oggi si pone come obiettivo l'immunizzazione di adolescenti di entrambi i sessi, per la massima protezione da tutte le patologie Hpv correlate direttamente prevenibili con la vaccinazione».
«Con il nuovo piano vaccinale abbiamo un grande vantaggio», ha detto Andrea Lenzi, presidente della Società italiana di Endocrinologia (Sie), a margine della conferenza stampa "G9 - Per generazioni future libere dall'Hpv", sul vaccino anti-HPV 9-valente, che si è tenuta a Roma presso l'Auditorium Ara Pacis. «Con l'Hpv si è raggiunta la parità dei sessi - ha detto Lenzi - Nel senso che era stato il sesso femminile l'unico che aveva il vantaggio di poter avere la vaccinazione anche garantita dallo Stato con il piano vaccinale precedente. Adesso anche i maschi hanno questa possibilità». E questo ci costringe da un lato ad anticipare il più possibile l'inizio della vaccinazione, sicuramente prima dei 9 anni e comunque a coprire completamente la popolazione. Nel giro di poche generazioni eradicheremmo completamente il virus».
In Europa, ogni anno 39.500 tumori anogenitali, 342.000 casi di lesioni anogenitali di alto grado e 760.000 casi di condilomi genitali sono causati dai tipi di Hpv coperti dal vaccino 9-valente. In Italia, si stima che ogni anno l'Hpv sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi, circa 12.000 lesioni anogenitali di alto grado nella donna e circa 80.000 casi di condilomi genitali. Ad esclusione del cancro della cervice uterina, per il quale esiste lo screening, per gli altri tumori causati da Hpv non si dispone di un test per la diagnosi precoce e, pertanto, essi hanno una mortalità molto elevata in entrambi i sessi.
«Il nuovo vaccino consente di attuare una prevenzione primaria da alcune delle infezioni da Hpv e quindi di alcuni tumori importanti come il cancro al collo dell'utero», ha spiegato Giovanni Scambia, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). «Sappiamo che questo tumore è dato nel 100% dei casi dall'infezione da Papillomavirus», ha detto Scambia sottolineando l'importanza della possibilità «di praticare una vaccinazione per la protezione totale per consentire di sconfiggere definitivamente il Papillomavirus che è anche responsabile di altri tumori, come quelli della vulva, della vagina e dell'ano». Il vaccino «è un valore aggiunto che definirei fondamentale e dal punto di vista scientifico direi statisticamente significativo: passiamo da prevenire il 70% di carcinomi del collo dell'utero al 90%», ha aggiunto Giancarlo Icardi, Referente Gruppo Vaccini della SItI, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica. «Tutte le sperimentazioni cliniche che sono durate anni - ha aggiunto - hanno dimostrato che in persone vaccinate, in donne e uomini vaccinati, con questo vaccino si ha una diminuzione significativa di queste lesioni precancerose. È un valore aggiunto, preveniamo i tumori e tutto quello che sta a monte».
Rossella Gemma
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