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Farmaci e dintorni

07 Aprile 2017

L’uso prolungato di antibiotici aumenta il rischio di adenoma colorettale


Un uso prolungato di antibiotici potrebbe aumentare il rischio di sviluppare cancro del colon-retto, secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista specialistica Gut. Lo studio mostra che l'assunzione massiccia di antibiotici aumenta in modo considerevole la possibilità che si formino polipi nel colon, che sono precursori di formazioni neoplastiche. Anche se ovviamente non tutti i polipi si trasformano in tumore, il risultato si aggiunge alle evidenze scientifiche secondo cui alcuni tipi di batteri presenti nell'intestino sembrano avere un ruolo nello sviluppo del cancro. È esperienza comune che l'utilizzo di antibiotici si associa frequentemente a diarrea e gli esperti spiegano che il fenomeno è dovuto all'alterazione della normale flora batterica, con la riduzione di certe specie di microrganismi e la proliferazione di ceppi dannosi.

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha preso spunto dai dati forniti dai Nurses' Health Studies, due trial che avevano tenuto sotto controllo 189.000 infermiere statunitensi per decenni, registrando ogni cambiamento del loro stato di salute. In questo caso, i dati si riferiscono a un ampio sottoinsieme del campione originario: oltre 120.000 infermiere; dal 2004 al 2010, a 1.194 di loro era stato diagnosticato lo sviluppo di formazioni anomale nell'intestino. Nella fascia d'età tra i 20 e i 59 anni i ricercatori hanno rilevato un'associazione tra l'assunzione di antibiotici per almeno due mesi e il rischio di sviluppare adenoma colorettale. Rispetto alle donne che non avevano utilizzato antibiotici, il maggior rischio è stato del 36% tra i 20 e i 39 anni ed è salito al 69% tra i 40 e i 59 anni. Già in precedenza, in Europa, alcune ricerche avevano suggerito l'associazione tra l'esposizione agli antibiotici e lo sviluppo di cancro del colon-retto, ma i ricercatori statunitensi ricordano che si era trattato di studi con follow-up più brevi ed esposti all'influenza di fattori confondenti: limitazioni che hanno superato con questo loro trial.

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