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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Domiciliare in sofferenza


L’indagine contenuta nel II Rapporto di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, presentato oggi in Commissione Salute delle Regioni, rivela che la situazione finanziaria delle regioni aggrava le carenze preesistenti e ne crea di nuove. Difficoltà anche per ottenere materassini e pannoloni

Terapia del dolore e assistenza psicologica sono i due principali talloni di Achille in questo campo, sottolinea il Tdm. Non solo. Rispetto agli anni precedenti il taglio dei budget e i Piani di rientro con cui sono alle prese diverse Regioni, pesano notevolmente su quantità e qualità dell''assistenza: sempre più cittadini segnalano la riduzione delle ore, la discontinuità o sospensione del servizio, un peggioramento della qualità. Il risultato è l''aumento dei costi a carico delle famiglie, che sempre più spesso devono integrare le prestazioni ricevute dalla Asl con servizi a pagamento. I maggiori disagi - emerge dal Rapporto - sono percepiti da adulti con grave disabilità (30,4%), malati cronici (29,1%), anziani appena dimessi dall''ospedale (21,5%) e, per il 2,5% dei casi, bambini con problemi di disabilità. Rispetto agli anni precedenti aumentano in maniera considerevole le segnalazioni di scarsa qualità del servizio (+7%), improvvisa sospensione (+1,4%) e discontinuità (0,7%). Il 13,9% lamenta una riduzione delle ore. Per il Tdm, questi dati "mostrano chiaramente che il problema dei fondi sempre più scarsi a disposizione delle Asl si sta ripercuotendo in misura considerevole sui cittadini che usufruiscono di assistenza domiciliare".

L''indagine è stata condotta, due anni dopo la prima, in collaborazione con Agenas (l''Agenzia per i servizi sanitari regionali), Card (Confederazioni Associazioni di Distretto), Fiaso, Fimmg, Ipasvi e Federsanità Anci, e in partnership con GlaxoSmithKline. Sono stati coinvolti 335 medici di medicina generale, 242 infermieri, 28 aziende sanitarie, 16 distretti, 10 regioni e 322 cittadini. Nessuna risposta, invece, dai Comuni, fa notare il Tdm.  Questi i principali punti deboli rilevati dall''indagine: solo il 18% dei pazienti che dichiarano di provare dolore ha usufruito di una terapia ad hoc; resta un optional il sostegno psicologico, di cui ben l''84% dei cittadini non usufruisce e che nel 64% dei casi manca alla famiglia nelle fasi del lutto. E ancora, anche per l''assistenza domiciliare i tempi di attesa si confermano nota dolente: per materassi e pannoloni un cittadino su tre attende fino a due settimane e quasi uno su cinque aspetta altrettanto per una carrozzina. Sempre più famiglie sono costrette a mettere mano al portafoglio per integrare le carenze dell''assistenza: se ne è dovuto far carico ben il 49% dei cittadini. Innanzitutto (31,2%) per l''acquisto dei farmaci, con una spesa che arriva anche a 1000 euro al mese; quasi una famiglia su quattro (24%) dichiara di dover ricorrere alla badante che, nel caso di assistenza continua, può costare anche 3000 euro al mese. Altri costi aggiuntivi notevoli sono rappresentati dai consumi energetici (fino ad un massimo di 500 euro) e telefonici (300 euro). Infine, manca l''integrazione socio-sanitaria, lasciata al malato, ai familiari, se possono, o alla badante che, se a tempo pieno, garantisce assistenza continua.

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