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Farmaci e dintorni

26 Aprile 2017

Statine dopo infarto miocardio, l’aderenza è variabile


Non tutti i pazienti cui è stato prescritto un trattamento con statine ad alta intensità dopo un ricovero ospedaliero per attacco cardiaco assumono il farmaco a due anni dalla dimissione, secondo uno studio pubblicato su Jama Cardiology. «Le principali linee guida raccomandano l'impiego di statine ad alta intensità dopo infarto miocardico acuto» ricorda Robert Rosenson della Icahn School of Medicine al Mount Sinai di New York, che assieme ai colleghi ha studiato quasi 60.000 pazienti assistiti da Medicare di età compresa tra 66 e 75 anni (circa 30.000) o superiore a 75 anni (poco meno di 28.000). Tutti erano stati ricoverati per infarto miocardico tra il 2007 e il 2012, e successivamente trattati con una statina ad alta intensità, ossia atorvastatina 40-80 mg/die oppure rosuvastatina 20-40 mg/die prescritte entro 30 giorni dalla dimissione. «Per tutti i partecipanti l'assistenza fornita da Medicare comprendeva anche la copertura delle spese per i farmaci» puntualizzano gli autori, che analizzando i dati di aderenza alla terapia a sei mesi e a due anni dalla dimissione hanno scoperto che, rispettivamente, il 59% e il 42% dei pazienti stava assumendo statine ad alta intensità con aderenza elevata, ossia pari ad almeno l'80% di giornate coperte.

Viceversa, l'8,7% dei soggetti a sei mesi e il 13% a due anni dalla dimissione aveva modificato la cura passando a statine con potenza bassa o moderata assunte, anche in questo caso, con aderenza elevata. Va aggiunto che nel 17% dei pazienti a sei mesi e nel 19% a due anni dalla dimissione l'aderenza al trattamento per qualunque statina di qualsiasi intensità era inferiore all'80% delle giornate utili. Infine, una quota compresa tra il 12% e il 19% aveva sospeso la terapia. «I soggetti con doppia copertura Medicare e Medicaid visitati più volte dal cardiologo e inseriti in riabilitazione cardiologica erano i più propensi ad assumere statine ad alta intensità con elevata aderenza» precisano gli autori. E Rosenson conclude: «Da questi risultati emerge che la copertura dei costi dei farmaci, le visite e la riabilitazione specialistica contribuiscono a migliorare l'aderenza alla terapia con statine dopo un infarto miocardico».

Jama Cardiol. 2017. doi: 10.1001/jamacardio.2017.0911
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28423147

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