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Farmaci e dintorni

03 Luglio 2017

Statine efficaci nel rallentare la progressione delle epatopatie croniche


Uno studio pubblicato sull'American Journal of Gastroenterology sottolinea come la terapia statinica non solo non sia dannosa nei pazienti con diverse forme di epatopatia, ma possa anche contribuire al rallentamento della progressione della patologia. «È opinione piuttosto diffusa che le statine debbano essere evitate nei pazienti che soffrono di epatopatia cronica a causa dei potenziali effetti negativi di questa classe di farmaci sulla funzionalità epatica» afferma Muhammad Ali Khan dello University of Tennessee Health Science Center di Memphis e coordinatore della meta-analisi nella quale sono stati includi 10 studi, 1 randomizzato e controllato e 9 osservazionali, per un totale di poco mendo di 260.000 pazienti analizzati.

«L'obiettivo del nostro lavoro era valutare l'impatto delle statine nel contesto della epatopatia cronica» prosegue l'esperto che assieme ai colleghi ha analizzato diversi database dall'inizio delle pubblicazioni fino a ottobre 2016. A conti fatti la metanalisi ha dimostrato che l'hazard ratio generale per l'associazione tra uso di statine e progressione della fibrosi epatica è stato di 0,49. «Data l'eterogeneità dei metodi utilizzati per stimare la progressione della fibrosi abbiamo pensato di effettuare anche un'analisi a sottogruppi basati proprio su tali differenze» afferma Khanricordando che in questa seconda parte dell'analisi, gli studi che utilizzavano il metodo ICD-9 (International Classification of Disease, 9thedition) e un secondo metodo per identificare la cirrosi hanno mostrato un hazard ratio di 0,58, mentre per quelli che utilizzavano solo il metodo ICD-9 l'hazard ratio era 0,36. «I risultati mostrano anche un effetto benefico delle statine sulla sopravvivenza generale nei pazienti con cirrosi» precisa l'autore ricordando che sulla base degli studi osservazionali l'hazard ratio per la mortalità è stato di 0,67, mentre sulla base dello studio randomizzato è stato 0,39. «In conclusione, se un paziente assume statine per ragioni cliniche valide, dovrebbe continuare il trattamento anche in presenza di una patologia epatica dal momento che questi farmaci potrebbero ritardarne la progressione» dice Khan che poi conclude: «Tuttavia la qualità dei dati disponibili non consente di raccomandare l'uso di statine al solo scopo di prevenire epatopatie».

Am J Gastroenterol. 2017 Jun 6. doi: 10.1038/ajg.2017.170
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28585556

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