Farmaci e dintorni
21 Luglio 2017Le due più importanti società endocrinologiche americane, l'Aace (American association of clinical endocrinologists e l'Ace (American college of endocrinology) hanno da poco diffuso un position statement congiunto sul trattamento dei disturbi correlati alla menopausa. Il concetto-chiave che informa il documento è che l'intervento occorre sia sempre individualizzato, come dichiara Rhonda Cobin, past-president Aace e componente della commissione scientifica di endocrinologia riproduttiva della società. «La terapia ormonale sostitutiva (Hrt) deve essere individuata in base all'età della donna, all'inizio della menopausa e ad altri fattori cardiovascolari, metabolici e genetici» ha specificato. I componenti della commissione Aace sottolineano peraltro che nessuna raccomandazione delle precedenti linee guida del 2011 è stata modificata, tuttavia «le nuove informazioni disponibili da trial clinici randomizzati e studi epidemiologici riportati dopo il 2011 sono stati riesaminati in modo critico».
Tra le nuove raccomandazioni, affermano, vi è l'indicazione che un estrogeno transdermico piuttosto che orale potrebbe essere considerato se i medici sono preoccupati per il rischio trombotico di una paziente; inoltre l'Hrt transdermica potrebbe anche ridurre il rischio di malattie dell'arteria coronarica. «Quando è necessario l'uso del progesterone è necessario, quello micronizzato è considerato l'alternativa più sicura» osserva la commissione. Allo stesso modo, le donne in cerca di sollievo dai sintomi di menopausa possono beneficiare dell'uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri) e potenzialmente di altri agenti non ormonali se la Hrt è giudicata un rischio troppo grande per un singolo soggetto. Da notare tuttavia comunque che i Ssri sono controindicati nelle pazienti che assumono tamoxifene per la prevenzione della recidiva del cancro al seno. Inoltre si dovrebbe evitare l'uso di paroxetina e fluoxetina nelle donne in trattamento con tamoxifene perché questi Ssri possono ridurre l'efficacia del trattamento anticancro. In questi casi, per ridurre le vampate di calore, si possono considerare venlafaxina, citalopram, clonidina, gabapentin e pregabalin.
Allo stesso fine, in donne non in trattamento con tamoxifene, si può ricorrere a venlafaxina, paroxetina, citalopram, clonidina, gabapentin e pregabalin. La commissione Aace/Ace non approva l'uso di ormoni bioidentici, come nel 2011. Come osservano gli autori della dichiarazione, non esistono prove che sostengano che i prodotti bioidentici siano più sicuri delle loro controparti Hrt approvate e che esiste il rischio che le pazienti ottengano quantità maggiori o minori dell'ormone biologicamente attivo, in quanto vi è spesso mancanza di costanza nel contenuto dei prodotti composti. A differenza della posizione di recente pubblicazione sulla Hrt dalla North american menopause society (Nams), inoltre, il position paper Aace/Ace non specifica cautela nei confronti dell'introduzione dell'Hrt in donne che sono da 10 anni o più in menopausa o di età pari o superiore a 60 anni, per le quali il rischio di trattamento potrebbe superare i benefici. In ogni caso, la commissione ha convenuto che l'Hrt è meno probabile sia dannosa se viene introdotta presto nella menopausa piuttosto che se utilizzata in seguito. Riguardo alle donne con diabete, infine, la commissione raccomanda che l'Hrt sia prescritta solo dopo aver valutato attentamente il rischio dato dall'età della paziente, nonché la presenza di fattori di rischio metabolici e cardiovascolari.
Endo Pract, 2017;23(7):869-880
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28703650
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