Farmaci ed effetti sulla guida, molti pazienti non avvertiti dei rischi
Molti pazienti a cui vengono prescritti farmaci che potrebbero compromettere la sicurezza alla guida affermano di non ricordare di essere stati avvertiti di questo rischio, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs. «Abbiamo utilizzato i dati del National Roadside Survey 2013-2014 per quantificare la percentuale di conducenti che hanno ricevuto avvertimenti riguardanti farmaci potenzialmente compromettenti e l'associazione con la percezione del rischio alla guida» spiega l'autrice principale dello studio, Robin A. Pollini, del Pacific Institute for Research and Evaluation di Calverton (U.S.A.) e della West Virginia University a Morgantown. Nel complesso, 7.405 guidatori selezionati a caso in 60 centri hanno completato un sondaggio che conteneva domande sul loro uso di farmaci da prescrizione. Di questi, il 19,7% ha riferito di avere fatto uso entro i due giorni precedenti il sondaggio di un farmaco con potenziale interessamento delle capacità di guida e il 78,2% ha affermato che il farmaco era stato prescritto direttamente all'interessato. L'85,8% degli utilizzatori di sedativi e l'85,1% degli utilizzatori di narcotici prescritti hanno segnalato di aver ricevuto informazioni sulla potenziale pericolosità alla guida, rispetto a solo il 62,6% degli utilizzatori di farmaci stimolanti e al 57,7% di utilizzatori di farmaci antidepressivi prescritti. Era presente una variazione per sesso, razza/etnia, reddito, regione geografica e orario del giorno per quanto riguarda la ricezione degli avvertimenti. Per la maggioranza delle categorie di farmaco, i conducenti che hanno segnalato di avere ricevuto degli avvertimenti hanno avuto significativamente più alte probabilità di percepire il rischio di una guida non sicura o di incidenti e dell'eventuale coinvolgimento della giustizia penale. «Il nostro studio fornisce prove di opportunità mancate per la fornitura di informazioni su possibili rischi alla guida, identifica i sottogruppi che potrebbero necessitare di interventi migliorati, e offre una prova preliminare del fatto che ricevere avvertenze rispetto ai possibili problemi alla guida sia associato a una maggiore percezione del rischio» concludono gli autori.
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