Farmaci e dintorni
28 Novembre 2017Mantenere livelli sufficienti di vitamina D può aiutare a prevenire l'insorgenza di malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide, ma l'integrazione è meno efficace una volta che si instaura la malattia perché interviene una forma di insensibilità alla vitamina D stessa. Lo studio per la prima volta ha previsto l'uso di sangue periferico e liquido sinoviale associati all'articolazione infiammata dei pazienti con artrite reumatoide. «La nostra attuale comprensione della vitamina D e dell'artrite reumatoide si basa su studi sul sangue del paziente che potrebbero non rappresentare realmente la situazione nel sito di infiammazione, cioè nelle articolazioni. Abbiamo quindi studiato le risposte alla forma attiva di vitamina D nelle cellule immunitarie dalle articolazioni infiammate dei pazienti con artrite reumatoide» afferma Louisa Jeffery, della University of Birmingham, autrice principale dello studio. Rispetto al sangue degli stessi pazienti, le cellule immunitarie articolari infiammate erano molto meno sensibili alla vitamina D attiva e questo sembra essere dovuto al fatto che le cellule immunitarie delle articolazioni dei pazienti affetti da artrite reumatoide sono più impegnate dall'infiammazione e quindi hanno meno probabilità di cambiare, anche se hanno tutti i mezzi per rispondere alla vitamina D, secondo gli autori. I ricercatori hanno concluso che se si desidera usare la vitamina D in pazienti con artrite reumatoide, potrebbe essere necessario prescrivere dosi molto più elevate di quelle attualmente impiegate o fornire anche un trattamento che corregga l'insensibilità alla vitamina D delle cellule immunitarie all'interno dell'articolazione. Lo studio, realizzato in collaborazione con David Sansom dello University College di Londra e pubblicato sul Journal of Autoimmunity, fa parte di un progetto di ricerca in corso iniziato nel 2011. Gli autori auspicano ora di intraprendere nuove ricerche per determinare perché l'artrite reumatoide porti all'insensibilità alla vitamina D, come sia possibile superare questo problema e se questo effetto sia presente in altre malattie infiammatorie.
Journal of Autoimmunity 2017. Doi: 10.1016/j.jaut.2017.10.001 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0896841117304201
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