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Farmaci e dintorni

05 Giugno 2018

Vecchi farmaci e nuove indicazioni: cure valide e meno costose


Siamo nel 2018 eppure la cura di molte patologie si affida ancora a farmaci scoperti decenni fa, e anche se spesso l'attenzione si focalizza sui farmaci più nuovi e costosi, alcuni di quelli più datati ritrovano oggi una nuova vita attraverso la scoperta di indicazioni differenti dalle originarie, mentre altri stanno pian piano cedendo il passo. L'isoniazide, per esempio, dal 1945 vede riconosciuta la sua attività contro la tubercolosi, malattia per la quale, nonostante una crescente resistenza, è ancora un componente dei regimi di terapia standard. E come non citare poi la penicillina, ancora raccomandata in prima linea contro la faringite da streptococco beta emolitico di gruppo A.

I sulfamidici sono efficaci contro molti batteri gram positivi e negativi, ma gli eventi avversi, le allergie e l'introduzione di nuovi antibiotici hanno ridotto la loro utilità. Le tetracicline sono in uso dal 1955 e continuano a essere prescritte, nonostante lo sviluppo di resistenze. Recentemente sono state però sottolineate le loro proprietà antinfiammatorie e una potenziale protezione contro malattia di Alzheimer, infarto e malattie neuromuscolari. Uno dei medicinali "anziani" più noti è l'aspirina, in commercio dal 1899 come antidolorifico. Oggi in parte sostituita nel controllo del dolore, viene principalmente usata per le sue proprietà antitrombotiche nelle malattie cardiovascolari, e mostra forse una protezione contro il cancro del colon-retto. Sempre in campo cardiovascolare, la digossina viene ancora molto usata, anche se dati emergenti che ne mettono in forse la sicurezza stanno riducendo le prescrizioni.

La nitroglicerina invece è rimasto il principale agente farmacologico per l'angina, e potrebbe essere usata anche nell'epicondilite laterale e nella neuropatia diabetica. Passando ai diuretici, lo spironolattone è tuttora raccomandato nel trattamento dei pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata, grazie anche a un costo molto basso. I diuretici tiazidici, invece, rimangono una delle basi della terapia iniziale antiipertensiva. Un farmaco molto diffuso e con qualche anno di carriera alle spalle è il warfarin, talvolta preferito ai nuovi anticoagulanti orali grazie alla sua lunga durata d'azione, al costo inferiore e alla possibilità di monitorare l'aderenza del paziente. I corticosteroidi sono tuttora fondamentali per molte malattie acute e croniche. Nella terapia del diabete, l'insulina è cresciuta con molte nuove formulazioni, mentre la metformina come singolo agente o in combinazione viene sempre utilizzata per evitare la progressione da prediabete a diabete.

Un farmaco meno noto ma non meno prezioso è il propiltiuracile che dal 1947 è un agente fondamentale per i pazienti con malattia di Graves con ipertiroidismo. Per quanto riguarda gli antidolorifici, quello di uso più comune rimane il paracetamolo, nonostante causi un numero piuttosto elevato di ricoveri per sovradosaggio. La morfina è ancora insostituibile in alcuni casi nonostante la possibile insorgenza di dipendenza. Non è possibile a questo punto non ricordare il naloxone, che dalla sua approvazione nel 1971 ha salvato innumerevoli vite. Allopurinolo e colchicina, storicamente usati per la gotta, stanno oggi ricevendo nuova attenzione per l'azione cardioprotettiva. L'ergotamina sta invece passando in secondo piano rispetto ai triptani per il trattamento dell'emicrania. Nonostante la sua tossicità, infine, il litio continua a essere l'agente più efficace per prevenire la ricaduta nel disturbo bipolare.

Medscape
https://www.medscape.com/slideshow/old-drugs-6009394

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