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Farmaci e dintorni

27 Giugno 2018

Contraccettivi ormonali combinati e Tev, Aifa ribadisce rischi e benefici


Per quanto l'Ema abbia concluso che i benefici dei contraccettivi ormonali combinati (Coc) continuano a superare i rischi e che il rischio di tromboembolismo venoso associato all'uso è basso, l'Aifa ha ritenuto opportuno fornire nuovamente a operatori sanitari e donne gli strumenti utili per la prescrizione e l'assunzione consapevole: un alista di controllo e schede informative per il riconoscimento e la gestione dei segni e dei sintomi di un eventuale coagulo di sangue. È quanto fa sapere l'Agenzia italiana del farmaco che in questi giorni a messo a disposizione sul proprio sito la documentazione.

Agli operatori sanitari sono rivolte la Nota Informativa Importante, già pubblicata nel 2014, relativa al rischio di tromboembolismo venoso (Tev o coaguli di sangue nelle vene) in associazione all'uso dei Coc e la lista di controllo che i medici prescrittori devono usare in fase di prescrizione per valutare eventuali comorbidità e abitudini di vita. L'Aifa ricorda che nel 2014 l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) aveva condotto una rivalutazione dei benefici e dei rischi di questi farmaci, concludendo che i benefici continuavano comunque a superare i rischi e che il rischio di tromboembolismo venoso era basso. Il pericolo è maggiore nel primo anno di utilizzo di qualsiasi Coc, se si è in sovrappeso, si ha più di 35 anni, se un membro della famiglia ha avuto un coagulo di sangue sotto i 50 anni o si è partorito nelle ultime settimane. Se si fuma e si ha più di 35 anni, è consigliato smettere di fumare o usare un metodo contraccettivo non-ormonale.

Quando vengono prescritti i Coc, spiega l'Aifa, vanno valutati con attenzione i fattori di rischio individuali. Quali sono i sintomi che devono mettere in allarme? Per una trombosi venosa profonda, dolore intenso o gonfiore a una delle gambe, che può essere accompagnato da flaccidità, calore o cambiamenti del colore della pelle. Per un'embolia polmonare invece un improvviso affanno, dolore intenso al petto, tosse improvvisa senza una causa evidente, mentre potrebbe essere un attacco di cuore se si ha dolore al petto acuto, che talvolta può manifestarsi come un malessere, pressione, o fastidio che dalla parte superiore del corpo si irradia a dorso, mandibola, gola, braccio con una sensazione di pienezza associata a indigestione o a soffocamento, sudorazione, nausea, vomito o capogiri. Infine, se si ha intorpidimento o debolezza al viso, al braccio o alla gamba, specialmente su un lato del corpo, difficoltà nel parlare o nel capire, improvvisa confusione mentale, perdita improvvisa della vista, emicrania intensa potrebbe essere un ictus.

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