Innovazione e aderenza: il blister intelligente comunica con la App
Un blister ad elevata tecnologia che comunica con una App per monitorare l'aderenza terapeutica. È una delle ultime arrivate nel settore dell'innovazione e della tecnologia applicata alla salute in cui si direbbe, visto il polverone alzato da Amazon-Pillpack, che stia crescendo l'interesse per il cosiddetto, "beyond the pill" vale a dire tutto quello che è possibile offrire al paziente per migliorare l'efficacia della cura. In poche parole i servizi al di là della terapia. Un fronte su cui le aziende farmaceutiche stanno facendo molto per andare direttamente ai pazienti con l'obiettivo di semplificare l'accesso alla salute, educare alla responsabilità. Su tutti un dato: nel 2018 l'uso di App per la salute su dispositivi mobile è salita al 48% contro il 16% del 2014 (Dati Accenture). A portare attenzione sul tema è la testata nòva.tech del Sole 24 ore che segnala l'ultima novità del settore: un blister "intelligente" ovvero dotato di un circuito impercettibile che invia un segnale ogni volta che il paziente assume una dose. Medico e paziente, dotati di smartphone con l'applicazione attivata con opportuno log-in, possono monitorare l'aderenza alla terapia. Questo è solo un esempio, il più recente in termini di tempo, di quello che le aziende farmaceutiche e le aziende del digitale (start up incluse) possono fare insieme. Lo confermano le dichiarazioni rilasciate dai vertici di Big Pharma. «Il futuro sarà integrato e si giocherà sugli accordi tra aziende digitali e aziende farmaceutiche - sottolinea Luigi Boano, general managerNovartis Oncology Italia - Le aziende del mondo digitale consentono alle farmaceutiche di aumentare le loro conoscenze e di produrre nuovi farmaci. Questa la via del futuro». «Tecnologia e scienza devono essere complementari e fornire servizi che migliorino la qualità della vita delle persone - spiega Fabio Mazzotta, general manager della Business unit consumer healthcare di Sanofi -. Quindi un'alleanza che permetta di analizzare in tempo reale un'enorme quantità di informazione e che possa rendere più efficace il processo di ricerca e perfezionamento delle cure è una grande opportunità. In questa logica il farmaco potrebbe e dovrebbe smettere di essere solo un prodotto, ma parte di un percorso terapeutico, che dialoga con i sistemi della diagnostica, i dispositivi, i servizi digitali per offrire contenuti personalizzati, fruibili in ogni momento, basati su algoritmi di intelligenza predittiva, che offrono soluzioni anticipate ai bisogni di cura». In questo "cambio di paradigma" si aprono spazi per i Big tech del web (Amazon, Google, Apple) che se li stanno già prendendo, e per chi offre servizi distintivi e innovativi nell'ambito della salute.
Simona Zazzetta
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