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Farmaci e dintorni

24 Settembre 2018

Probiotici, disturbi gastro-intestinali, difese immunitarie, allergie: le aree di utilità


Disturbi (discomfort) gastro-intestinali, difese immunitarie, cambiamenti vantaggiosi nella risposta agli allergeni, sono queste le tre principali aree in cui, secondo le nuove Linee Guida Efsa (European Food Safety Authority), i probiotici possono essere utili. È quanto segnala Integratori Italia entrando nel merito della pubblicazione dell'Efsa per fare chiarezza sul ruolo e l'efficacia dei probiotici nel contribuire alla salute e benessere dell'organismo. In particolare, l'Efsa indica il discomfort gastro-intestinale come area in cui i probiotici possono essere utili: "Questo tipo di indicazioni sulla salute - spiega la nota di Integratori Italia - è d'interesse in quanto vi sono, secondo Efsa, due popolazioni target: gli adulti con Sindrome da Colon Irritabile e, in età pediatrica, neonati con coliche gassose". Per quanto riguarda l'area delle difese immunitarie, la nota precisa che "le linee di ricerca che per l'Efsa sono da considerare accettabili per lo sviluppo di indicazioni sulla salute (health claims) sono centrate su infezioni, vaccinazioni e attività antibatterica nell'uomo. In questi ambiti, la letteratura scientifica ci indica in particolare che i probiotici si sono rivelati utili nella riduzione delle infezioni delle vie respiratore superiori e nell'incidenza delle infezioni da Clostridium difficile". La terza area riguarda il cambiamento benefico nella risposta agli allergeni, un argomento che "raccoglie più di 900 articoli nella banca dati PubMed, di cui 171 studi clinici. Una metanalisi 5 studi ha dimostrato una riduzione significativa nell'eczema infantile".

«La ricerca da oltre 30 anni considera l'area dei probiotici un settore in cui investire risorse - sottolinea Lorenzo Morelli, co-autore delle linee guida Fao/Who sui probiotici - per meglio indagare il legame tra salute e batteri, identificando questi ultimi come potenziali mezzi per il mantenimento di un buono stato di salute». Morelli aggiunge che «le principali evidenze su cui c'è maggiore consenso scientifico, indicano che i probiotici influenzano la composizione del microbiota e contribuiscono in modo significativo alla salute e al benessere dell'ospite. Nei soggetti sani, alcuni probiotici sono utili nella regolarizzazione dell'alvo e nella riduzione del discomfort intestinale; alcuni probiotici possono essere antagonisti nei confronti dei patogeni intestinali. Alcuni probiotici possono essere associati a un globale miglioramento dei disordini funzionali intestinali (gonfiore, fastidio addominale, ecc.) nei bambini; altri, probabilmente grazie alla stimolazione di vie dell'immunità aspecifica, sembrano in grado di ridurre la durata e/o la gravità di patologie virali stagionali. Segnalazioni preliminari suggeriscono che specifici ceppi di probiotici possano ridurre l'incidenza, o alcuni aspetti dermatologici, delle patologie allergiche nel bambino. Gli alimenti contenenti probiotici hanno dimostrato la loro sicurezza sia nella popolazione sana sia in soggetti affetti da alcune patologie». La nota ricorda che i probiotici, sono stati definiti da Fao/Oms nel 2001 come "microrganismi vivi e vitali al momento dell'uso, la cui efficacia è legata al consumo di un'adeguata quantità e il cui uso deve portare un beneficio per la salute o il benessere".

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