Farmaci e dintorni
20 Dicembre 2018In Francia, la prescrizione di inibitori di pompa protonica (Ppi) con un Fans non è giustificata nell'80% dei casi e dovrebbe essere riservata solo ai pazienti con fattori di rischio come indicano le raccomandazioni aggiornate nel 2008. È quanto sostiene L'Agenzia regolatoria dei medicinali francese Ansm che ha pubblicato un rapporto focalizzato sull'utilizzo dei Ppi in Francia, da cui emerge che "tra il 2010 e il 2015, la Francia, le vendite di PPI è aumentato di circa il 27% a oltre 85 milioni entro il 2015" e che "nel 2015 quasi un quarto della popolazione francese (15,8 milioni di pazienti) ha utilizzato almeno un farmaco Ppi ottenuto con la prescrizione. Le molecole più utilizzate all'inizio del trattamento erano omeprazolo, esomeprazolo e pantoprazolo, che rappresentavano rispettivamente il 44%, il 30% e il 14% delle dispensazioni".
A diffondere le informazioni è la testata francese Le quotidien du pharmacien, rivolta ai farmacisti, che sottolinea come questo uso massiccio non sembri sempre in linea con le raccomandazioni. Nel documento vengono richiamate le principali indicazioni (trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo (Gerd) e esofagite da Gerd, il trattamento delle lesioni gastroduodenali a causa di farmaci anti-infiammatori farmaci non steroidei (Fans) e la prevenzione nei pazienti a rischio (età superiore a 65 anni, o con una storia di ulcera peptica, o trattato con antiaggregante piastrinico, anticoagulante o corticosteroide); e l'eradicazione di Helicobacter pylori e il trattamento delle ulcere peptiche. Soprattutto con riferimento ai 4 milioni di pazienti che, secondo i dati del Rapporto, hanno ricevuto a inizio trattamento un Ppi in combinazione con un Fans, in funzione di protezione gastrica preventiva.
Nell'80% dei casi non è stato identificato alcun fattore di rischio che giustificasse l'utilizzo sistematico del Ppi in combinazione con il Fans. L'Ansm ricorda che, finora, l'obiettivo di prevenire lesioni gastroduodenali in caso di utilizzo di Fans negli adulti trattati è stabilito soltanto in presenza di fattori di rischio: età superiore a 65 anni, o trattamento concomitante con antiaggregante piastrinico, anticoagulante o corticosteroide per uso sistemico: «È importante non banalizzare l'uso degli Ppi. Sebbene siano generalmente ben tollerati a breve termine, il loro uso a lungo termine non è privo di rischi».
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