Creme al cortisone, da dermatologi e farmacisti Usa consigli divergenti su gestione terapia
Creme al cortisone, un sondaggio elettronico a farmacisti e dermatologi statunitensi evidenzia divergenze su dosi e trattamenti
Sull'uso, quantità e durata della terapia con creme al cortisone dermatologi e farmacisti danno consigli e indicazione diverse su come gestire le creme cortisoniche ad alte dosi vendute dietro richiesta del medico. Questo almeno è quanto è stato rilevato da uno studio pubblicato su JAMA Dermatology. «Dermatologi e farmacisti dovrebbero essere parti integranti del team di assistenza dermatologica, quindi questo è un problema che necessita di ulteriori approfondimenti e formazione collaborativa» affermano Ashley Millard ed Erik Stratman, della Marshfield Clinic Health System, nel Wisconsin, autori dello studio. Per meglio comprendere la situazione, i ricercatori hanno inviato un sondaggio elettronico a 117 dermatologi e a 2.954 farmacisti nello stato del Wisconsin. Il sondaggio conteneva 17 domande incentrate sulla prescrizione di corticosteroidi topici, ed è stato completato da 52 dermatologi e 111 farmacisti.
L'analisi dei dati ha mostrato che i due gruppi spesso hanno dato consigli diversi ai pazienti sulla durata del trattamento e sulla quantità di farmaco da usare, e hanno messo in risalto rischi ed effetti collaterali diversi. Una considerevole percentuale di farmacisti, il 46%, ha affermato di aver consigliato ai pazienti di limitare l'uso topico di steroidi a due settimane o meno, rispetto al 6% dei dermatologi. I farmacisti sono stati anche più propensi (87%) dei dermatologi (65%) a raccomandare di applicare il farmaco in uno strato sottile. Quasi un terzo dei farmacisti ha dichiarato poi di aver erogato meno farmaci di quanto prescritto dal medico. L'84% dei dermatologi ha affermato che i farmacisti hanno modificato le prescrizioni senza parlarne con il medico, mentre solo il 30% dei farmacisti ha dichiarato di avere agito in tal senso. «Penso che queste differenze derivino, almeno in parte, dalle risorse che dermatologi e farmacisti usano per informarsi prima di fornire consulenza» spiegano gli autori. «Per esempio, i farmacisti utilizzano più probabilmente libri di riferimento farmacologici, siti web e fogli illustrativi di farmaci, mentre i dermatologi si affidano maggiormente alla precedente esperienza di cura del paziente e alla ricerca attuale» proseguono. Secondo gli esperti può essere necessaria un'educazione collaborativa e una migliore comunicazione tra i due gruppi per assicurare che i pazienti ricevano un messaggio unificato e chiaro.
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