Cambio prescrizione farmaci, più della metà dei consigli dei farmacisti viene ignorata
Cambio prescrizione, ricerca inglese evidenzia come, in team pluridisciplinari, il contributo del farmacista venga spesso ignorato
Più della metà dei consigli dei farmacisti sulla necessità di un cambio di prescrizione viene ignorata dai medici di base ingelsi. Lo sostiene l'esito di uno studio presentato all'Annual Scientific Meeting dell'Academic Primary care. La ricerca di 3D Study, basata su un campione randomizzato di 797 pazienti con multimorbilità e al di sopra dei 71 anni, aveva come obiettivo l'analisi dell'impatto dell'intervento del farmacista all'interno dei team pluridisciplinari, in particolare per quanto riguarda i consigli sui cambiamenti nelle prescrizioni: focus particolare dunque sulla tipologia di consigli, sulle motivazioni, e sulla proporzione secondo la quale tali consigli venissero poi seguiti dai medici curanti. Lo studio si è inoltre prefisso l'obiettivo di verificare se all'intervento del farmacista sia corrisposta una diminuzione della complessità nel regime farmacologico. Come parte dell'intervento inoltre, ciascuno dei nove farmacisti coinvolti ha controllato la documentazione del paziente, ha condotto una revisione del regime farmacologico e ha proposto 4 raccomandazioni da discutere poi con il paziente: questo è stato finalizzato a verificare un eventuale semplificazione nel regime terapeutico. Complessivamente, il 76% dei pazienti (609 su 797) ha ricevuto una revisione del protocollo di cura. Per il 19% di queste revisioni (115 su 609) non è stata formulata una raccomandazione farmacologica. Delle 1.100 raccomandazioni fatte (fino a 4 per paziente), il 20% (218) risultava troppo vaghe. La maggior parte degli interventi (il 26%) riguardava la possibilità di interrompere o ridurre un farmaco, seguita dalla possibilità di passare a un farmaco della stessa classe (18%) e dalla necessità di ridiscutere la prescrizione col paziente (16%). Tra le raccomandazioni che consigliavano di modificare una prescrizione, più della metà non sarebbero state prese in considerazione dai medici di base.
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